martedì 8 agosto 2017

NOI TRANS, LE FATE IGNORANTI (E IGNORATE)


NOI TRANS, LE FATE IGNORANTI
DIARIO DI UNA TRANS

"Le fate ignoranti sono quelle che incontriamo e non riconosciamo, ma che ci cambiano la vita.
Non sono quelle delle fiabe, perché loro qualche bugia la dicono.
Sono ignoranti, esplicite, anche pesanti a volte, ma non mentono sui sentimenti.
Le fate ignoranti sono tutti quelli che vivono allo scoperto, 
che vivono i propri sentimenti e non hanno paura di manifestarli.
Sono le persone che parlano senza peli sulla lingua, che vivono le proprie contraddizioni e che ignorano le strategie. 
Spesso passano per “ignoranti”, perché sembrano cafone e invadenti per la loro mancanza di buone maniere, ma sono anche molto spesso delle “fate” perché capaci di compiere il “miracolo” di travolgerci, costringendoci a dare una svolta alla nostra vita."
[F. Ozpetek]

C'è un elemento costante che sottende a tutti i miei post e, oserei dire, a tutta la mia vita, ma di cui non mai parlato esplicitamente: l'amore.

Non ho mai parlato delle mie storie d'amore, né qui né sui social: sono poche e troppo importanti per parlarne pubblicamente, troppo private, troppo grandi, ne parlo solo con le persone a me più care e che mi stanno vicino e che sopportano me e le mie insicurezze (e che non finirò mai di ringraziare abbastanza).

In quest’ultimo anno, però, una serie di eventi mi hanno spinto a parlare d’amore, anzi, nello specifico di amore trans: perché è giusto che se ne parli, è giusto che la gente sappia, e non mi importa di espormi una pubblica piazza, ma sono mossa dalla volontà che le cose cambino e che quello che è successo a me non succeda più.

Così scrivo qui, a voi, sul blog, per parlare ancora una volta di ciò di cui nessuno parla mai. Perché scrivere mi fa bene, mi purifica, mi salva
E perché spero che la mia storia possa essere d’aiuto a tanti di voi.


WEARING: 

Camicia di lino/ LINEN WHITE SHIRT: Blu Studio
Jeans shorts: Diesel
Occhiali/ SUNGLASSES: Sonia Rykiel
Bikini: Te Quiero Mucho
Borsa e gioielli etnici/ ETHNIC BAG& JEWELS
Bracciali argento/ SILVER BRACELETS: OVS
Anelli/ RINGS: Tally Wejil
Sandali di cristallo/ CRYSTAL SANDALS : Steve Madden


Nell'immaginario collettivo, le trans sono una trasgressione, una perversione, esseri mitologici metà uomo e metà donna vogliose e ninfomani, moderne Baccanti atte a soddisfare se stesse e gli uomini in un circolo di perdizione. Troppo spesso si tende a dimenticare che le trans in realtà sono semplicemente persone: persone, aggiungerei, che hanno dovuto lottare con le unghie e con i denti per prendere in mano la loro vita e farne quello che desideravano, per diventare ciò che volevano, per essere loro stesse, per conquistare duramente qualcosa che a tutti gli altri spetta di diritto naturale. 
È per questo che io mi sento immensamente orgogliosa di ciò che sono, e non mi sento meno donna solo perché non ho avuto la fortuna di nascerlo biologicamente; anzi, penso di essere molto più donna rispetto a tante altre perché io me lo sono conquistato. Eppure, nonostante ciò, sono una persona insicura: probabilmente è per il fatto di aver passato quasi 30 anni della mia vita a vivere una vita che non era la mia, in un corpo che non mi apparteneva; e ancora oggi ne porto gli strascichi, ho ancora paura di non essere abbastanza, di non essere all’altezza.

Con ogni uomo con cui ho intrapreso una relazione, è sempre andata allo stesso modo: lui si avvicina a me per curiosità, per intrigo, per “provare”, affascinato dal frutto proibito; eppure, dopo avermi conosciuto, scopre che in realtà sono una ragazza normalissima, con i suoi sogni e le sue speranze, molto dolce, intelligente quanto basta, umile, con dei valori. E succede che si innamorano, a dispetto di quanto loro stessi avrebbero mai potuto credere. 
“Non avrei mai pensato di potermi innamorare di una trans”.
Ogni uomo con cui sono stata mi ha detto questa frase.

Eppure succede, e molto più spesso di quanto pensiate.


Nell’ultimo anno i media e i giornali ci hanno regalato notizie di nozze trans, prima di tutte Alessia Cinquegrana, a cui hanno seguito altri due matrimoni di ragazze transessuali. Tre matrimoni che, ci terrei a precisare, hanno avuto tutti luogo in Campania, alla facciaccia di chi dice che qui siamo retrogradi, bigotti e stiamo indietro anni luce. Tre bellissime storie a lieto fine, che mi portano inevitabilmente a pensare a tutte le storie clandestine che migliaia di trans vivono ogni giorno, costrette a vivere nascoste come un segreto, le fate ignoranti, le amanti invisibili. E con “amanti” intendo il participio presente del verbo “amare”, che suonerebbe meglio di “fidanzata”, nome comune di cosa. Almeno sul dizionario. 

Perché la verità è che vige ancora questa politica del “don’t ask, don’t tell”, perché uscire con una trans, andare con una trans, innamorarsi di una trans è una cosa che capita o può capitare a qualsiasi uomo, è una cosa che tutti fanno ma tutti tengono nascosta, dando la colpa alla società quando sono loro i primi a non spiegarsi questa cosa, innescando e piegandosi a dinamiche malsane e diventando vittime di se stessi. Uno degli ultimi ragazzi con cui mi sono sentita mi ha detto che se avesse fatto leggere i nostri messaggi ai suoi amici lo avrebbero preso in giro a vita; peccato non sapesse che i suoi amici erano i primi a contattarmi e a chiedermi di uscire. 

Allora si continua così, a fare “zitto zitto nel mercato” come si dice dalle mie parti, a nascondersi dietro un dito. Perché anche se ormai molti uomini eterosessuali ammettono di essere stati con una trans almeno una volta nella loro vita, nessuno ammetterebbe mai di essersi innamorato di una trans. 
“Agli occhi della gente, è molto più grave amare una trans che scopare con una trans”, cito parole testuali del mio ex. 
Seguite da: “Ti amo, ma non posso stare con te perché sei una trans”.




Diciamoci la verità: stare con una trans è difficile; ci vogliono le palle, non è da tutti, me ne rendo conto, ed io per prima non ho mai preteso nulla da nessuno, né di essere presentata ai genitori né di andare mano nella mano sul Corso, perché mi rendo conto che un uomo che si ritrova per la prima volta in una situazione del genere può essere difficile. A volte l’amore fa fare cose stupide, almeno a me capita sempre. Mi perdo in quella infinita dolcezza del noi e mi dimentico di me. Mi dimentico di essere una donna forte, matura, orgogliosa, di successo, una donna che ha preso la sua vita e che ne ha fatto quello che voleva. Una donna di che un uomo dovrebbe essere orgoglioso di aver al suo fianco e di presentare ai suoi genitori o da portare mano nella mano sul Corso, da sfoggiare come un gioiello, non da nascondere come un segreto. In quante di noi accettano di vivere nascoste pur di sentirsi amate?

È andata così anche con il mio ultimo ex, che dopo due mesi di frequentazione assidua ho scoperto avesse una pseudo fidanzata a Roma da un anno. Diceva di amarmi, di amare me, di volere me, ma poi non riusciva a lasciarla perché lei era “la scelta più facile”, perché poteva presentarla ai genitori, al figlio, portarla il sabato sera in pizzeria con gli amici, postare le foto su Facebook, sposarla, farci un figlio; tutte cose, diceva, che con me non poteva fare. 
“Mi hai dato in dieci giorni quello che lei non mi ha dato in dieci mesi” mi ha detto un giorno. Eppure si è condannato all’infelicità con una persona che per sua stessa ammissione non amava, pur di salvare le apparenze. 
Gli uomini non sono disposti a fare un tutto nel buio a mettersi in gioco e in discussione, preferiscono cullarsi nel pensiero di una vita tranquilla e la sicurezza di una moglie ingenua che li aspetta a casa con la cena pronta piuttosto di inseguire le proprie emozioni.

Quando lei ha scoperto tutto, lui ovviamente ha rinnegato me e tutto quello che eravamo stati, mi sono sentita chiamare troia e puttana, mi sono sentita dire mi fai schifo, io non ti ho mai amata, sei servita solo a scaldarmi il letto. È stato come uno schiaffo in pieno viso a mano aperta. 
Lui ha scelto lei; era ovvio che scegliesse lei, mi hanno detto tutti. 
Ma era davvero così ovvio? Non bastavano tutti i bei momenti, tutta la felicità, tutto l’amore che avevamo condiviso a lasciar andare lei e provare a stare con me? Evidentemente no. 

Come potrete immaginare, appena lei è andata via lui è tornato da me, in lacrime, implorandomi di restare, chiedendomi cosa mi aspettavo che facesse in una situazione del genere. Mi aspettavo che per una volta facessi l’uomo e avessi il coraggio di ammettere che amavi me, ecco cosa mi aspettavo.

Lei non riusciva ad accettare il fatto che fossi una trans, che “sicuramente è piena di malattie” e “sicuramente fa la escort” ed altre cose che non sto qui a ripetervi. Cose dette da una donna di 40 anni che vive in una città cosmopolita come Roma, e per di più è anche un'insegnante. Questo è quello che la gente pensa di noi trans. 
Lui addirittura aveva paura che se la sua ex compagna avesse scoperto che stava con una trans, non gli avrebbe mai più fatto vedere il figlio. 
Non credo ci sia bisogno di sottolineare la gravità di una simile congettura, pensare che solo il fatto di frequentare una ragazza transgender nel 2017 sia un motivo valido per togliere ad un padre il proprio figlio.

Ci siamo continuati a vedere e sentire senza che lei lo sapesse; io ho fatto il classico errore di valutazione dell’amante, cioè quello di pensare che lui avrebbe lasciato lei per me. Ma questo non succede mai, ed è bene che ce lo mettiamo in testa: loro non lasceranno mai le loro mogli o fidanzate. Mai. Soprattutto, non per una ragazza trans.

Mi ha detto se vuoi che ci continuiamo a vedere devi accettare il fatto che io stia con lei. E io ovviamente ho detto no, non so se perché sono troppo orgogliosa, troppo debole o troppo stupida. O magari tutte e tre le cose.


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Non ne esco bene da questa storia: ne esco come una stupida, fragile, mi sono umiliata per amore e per tutta risposta ho preso un calcio in faccia. 
Lui mi cerca ancora, ma continua a stare con lei, e so che non si lasceranno mai - in fondo bisogna essere molto tristi e soli e disperati per continuare a stare insieme dopo tutto questo. E mi continuo a ripetere che mi merito di meglio, che sono stata più donna di lei che si è sottratta al confronto e ha usato le cose che le ho detto per mettermi contro di lui, che nella mia vita non mi sono mai vergognata di nulla e non ho certo intenzione di cominciare a 30 anni. 
Stranamente, però, non ci sto male, non sono gelosa o invidiosa, anzi, penso di essermi salvata. Ho capito che l’amore è una cosa bella, che ti fa stare bene, che ti fa ridere senza motivo, che ti fa canticchiare tra te e te a bassa voce. L’amore ti gonfia come una vela e ti fa salpare per mari immensi e sconosciuti. Tutto il resto non è amore. Gli affanni, gli inganni, le gelosie, le ossessioni, le ansie. Tutto ciò che ti fa stare male non è amore, e chi ti fa del male non ti ama.


E allora non posso fare a meno di chiedermi: è questo il destino di noi trans?

La mia storia è finita perché io sono trans, e lui non sa se avrebbe mai portato “alla luce del sole la nostra relazione”. 
Pensavo mi amasse. Che mi amasse sul serio. E forse l’ha fatto. 
Ma non vuole stare con me perché si vergogna. Perché non mi presenterebbe ai genitori. Perché ha vissuto tutta la sua vita come uomo eterosessuale e non vuole che gli altri pensino il contrario. Perché la gente parla. 
Quest’uomo ha rinunciato all'amore, alla persona a cui teneva di più al mondo, ad una ragazza sincera, buona e fedele per paura.

Ed io? Io ho investito il mio tempo, le mie energie, i miei sentimenti, i miei sforzi in una relazione in cui ci sono andata semplicemente a perdere, solo perché non ho avuto la fortuna di nascere biologicamente donna. Non importa ciò che ho fatto della mia vita, che ho studiato, che mi sono laureata, che ho sempre lavorato onestamente senza chiedere a nessuno, che sono una persona integra, pulita, educata. Tutto questo non importa, importa solo questa lettera scarlatta – la T di trans – che mi porto marchiata sul cuore.

Eppure io ci credo ancora. Credo ancora nel primo appuntamento, nel primo bacio sotto il portone, credo nel batticuore quando squilla il telefono, nelle parole sussurrate, negli sguardi che si incrociano in mezzo a tante persone. Credo ancora nell'amore e, soprattutto, credo che siamo nate per essere amate alla follia. E un giorno, succederà.


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[Photos: Simone Capuano]

4 commenti:

  1. Cia mi chiamo Isabella sono anche io una donna trans come te e orgogliosa di esserlo.
    Comprendo il tuo dolore che e' quello di una persona innamorata ferita, delusa e che e' comune a tutte le persone indipendentemente dalla propria identita' di genere o orientamento sessuale. Purtroppo hai ragione: gli stereotipi sono ancora molto radicati nella societa'. Io durante la mia transizione non ho subito episodi di discriminazione, ma se devo descrivere una sensazione di rei che e' quella di sentirsi sola, isolata. Nel senso che ci sono per fortuna persone che ti sono veramente vicine, ma ho provato tante volte la sensazione di essere tollerata, sopportata. Di essere una persona che ormai c'è e dobbiamo tenercela ma potevamo farne volentieri a meno. Penso di avere avuto piu' soddisfazioni dagli estranei o dai colleghi che dalla famiglia che a parte mia madre e mia moglie mi hanno o vorrebbero cancellarmi. Eppure come te sono una persona gentile, educata, che ha un suo lavoro, fa la spesa, mangia, dorme ,prende l'autobus come tutte le persone. Io faccio l'infermiera nell'ospedale della nostra citta' e almeno per ora dai pazienti non ho mai ricevuto sgarbi ed anzi spesso quando mi incontrano per strada mi ringraziano. Ma se sapessero che sono una trans si comporterebbero allo stesso modo? Io voglio pensare di si pero' non ci metterei la mano sul fuoco.
    Io ho la fortuna di avere una moglie che mi ama, che mi e' stata vicina durante la transizione e che tutt'ora e' la mia compagna di vita. Ma se un giorno decidesse di lasciarmi, non so se avrei il coraggio di ricostruirmi una vita sentimentale. Io sono piu' grande di te, anche io come te ho passato troppo tempo in un corpo che non sentivo mio e leggendo quello che ti e' successo non so se vorrei spendere tempo, energie per prendere degli schiaffi in pieno viso da persone spregevoli e vigliacche.
    Sei una persona bellissima, ti meriti solo il meglio. Un abbraccio
    Isabella

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    1. Grazie Isabella, non sai quanto conti per me questo tuo messaggio! Sono così felice di leggere le vostre testimonianze e di avere sempre tutto il vostro supporto! TI mando un bacio grande! ❤

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  2. ciao cara, infine volevo aggiungere che si hai ragione, abbiamo una T scarlatta, ma io ne sono orgogliosa perché e' il frutto di un cammino, di una lotta per la rinascita, per la riconquista di se stesse e questo e' piu' importante di qualsiasi "uomo".
    La persona giusta arrivera' anche per te, ne sono sicura.

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  3. Cara Enrie, ti scrivo perché ci tengo a dirti quanto mi è stato di grande conforto leggere questo tuo diario. Ogni volta che penso alle tue parole, la loro purezza mi tocca nel profondo, e mi commuove. Sai, con l'aiuto della psicologa (una persona fantastica), recentemente, ho confidato ai miei cari le difficoltà che ho sempre avuto a convivere con la mia parte maschile. Farlo, è stato come liberarsi da un grosso peso che stava diventando insostenibile. Anche se sono solo all'inizio del mio percorso, ora mi sento molto meglio e quando penso alle persone speciali come te, che mi hanno dato conforto e ispirazione, un senso di gratidudine riempie il mio cuore. Ti abbraccio forte e ti auguro tutta la felicità del mondo ✨����❤

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