lunedì 10 aprile 2017

DIARIO DI UNA TRANS - UN ANNO DOPO


DIARIO DI UNA TRANS
UN ANNO DOPO

Vi scrivo dalla mia casa di campagna, dove sono cresciuta con i miei cugini, le mie sorelle, i miei nonni ed i miei genitori, davanti ad un balcone spalancato su un cielo rosa che si frastaglia tra i profili delle montagne che sono sempre le stesse, almeno loro. È bello sapere che certe cose non cambiano mai.

Sono passati dodici mesi da quando ho iniziato il mio percorso da trans: è stato un anno molto intenso, complesso, fatto di alti altissimi e bassi bassissimi, di emozioni forti, di felicità immensa e di tristezza disumana. 
Sono più di 3 mesi che non scrivo sul blog, non ne avevo voglia, ho vissuto un periodo particolarmente difficile durante il quale – come direbbe Baricco – ho preso commiato da me stessa, e mi sono rinchiusa in una bolla dove non mi interessava vedere o sentire niente. Mi sono presa del tempo, del tempo per pensare, per stare da sola, per soffrire, perché no, perché ho questa mia strana forma di elaborazione del dolore in cui devo vivermelo fino in fondo prima d lasciarmelo alle spalle e andare avanti. È come se 30 anni mi fossero caduti addosso tutti d’un colpo, mi sono sentita all’improvviso più vecchia e più stanca. Ho perso il lavoro, ho perso l’uomo che amavo, e mi sono sentita per la prima volta veramente smarrita. Mi sembra di avere mille strade avanti e non sapere quale prendere, perché non c’è un motivo per imboccare l’una piuttosto che l’altra, e magari aspetti che qualcuno venga, ti prenda per mano e ti riporti sulla direzione giusta, come un bambino che ha perso i genitori nel supermercato.