martedì 15 novembre 2016

DIARIO DI UNA TRANS: 6 MESI DI TERAPIA ORMONALE


DIARIO DI UNA TRANS
6 MESI DI TERAPIA ORMONALE

Avrò avuto 20 o 21 anni.

All’epoca ero fidanzata con un ragazzo di Cagliari, e ricordo che io e mia cugina eravamo andate in vacanza a Casteddu per l’Estate. 
Una sera – che mi è sempre rimasta impressa – ci eravamo recati ad un chiringuito sulla spiaggia. Ricordo ancora come ero vestita: una polo rossa, i miei shorts di jeans preferiti, una cintura leopardata.
Ad un certo punto, mentre stavamo andando via, mi si avvicinò una signora transessuale, mi guardò, e senza nemmeno presentarsi mi disse: “Tu tra qualche anno sarai una bellissima trans”.
Io mi misi a ridere, guardai il mio fidanzato e dissi che no, non sarebbe successo mai, anche perché a me le trans non piacevano, era una cosa molto lontana da me e dal mio modo di pensare, e me ne andai.

Oggi sono qui, di anni ne sono passati 8 ed io mi accingo a raccontarvi i miei primi sei mesi da trans, chiedendomi cosa mai quella donna abbia potuto vedere in me quella sera per capire che un giorno avrei intrapreso questo percorso.

A quei tempi, ammetto di aver avuto anche io dei pregiudizi sulle trans: non mi ero mai informata abbastanza, non sapevo esattamente cosa comportasse il diventare trans, e vivevo di stereotipi e preconcetti che soprattutto in Italia abbiamo della trans legata alla prostituzione, alla strada, all’eccesso, alla volgarità. Non è raro che mi capiti di sentir dire ad una ragazza: “Ti sei truccata/vestita come una trans”, quando poi la verità è che molte trans si vestono e si truccano meglio di tante donne biologiche.

Io spero che in questi mesi della mia rubrica “Diario di una trans” vi ho fatto cambiare un pochino idea, e di avere aperto uno spaccato su una realtà estremamente attuale per farvi capire che le trans sono anche ragazze normali come me e come voi, che hanno un lavoro, un compagno, una famiglia.

Ringrazio per questo tutti voi che seguite questa mia rubrica con affetto ed interesse, e vi invito se vi va a condividere i miei post e seguirmi anche sui miei social Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest per poter raggiungere quante più persone possibili con le mie parole e la mia storia. 


Non so se su questo blog ho mai veramente spiegato perché ho deciso di diventare trans.
Perché, sì, se essere omosessuali è una condizione naturale in cui si nasce e si cresce– senza se e senza ma – diventare trans è invece una scelta, e una scelta che secondo me va ben ponderata.
Io ci ho messo 28 anni prima di compiere il grande passo. Se potessi tornare indietro, col senno (e il seno) di poi probabilmente comincerei le cure ormonali a 16 anni, poiché avrebbero molto più effetto su un corpo ed un organismo in divenire piuttosto che su uno già completamente sviluppato. Al tempo stesso, però, mi va bene anche così, nel senso che sono felice di aver preso questa decisione rispettando i miei tempi, quando ero veramente pronta e sicura, e di non aver affrettato le cose.
Ho deciso di diventare trans semplicemente perché il mio corpo e ciò che ero fuori non rispecchiava ciò che ero dentro; e non si tratta solo di un capriccio o una fantasia o una perversione. È proprio un gap, una lacuna da colmare, un malessere interiore che probabilmente chi non vive non sarà mai in grado di capire, anche se stessi qui a scrivere un intero trattato a riguardo. Va oltre l’orientamento sessuale e oltre l’immagine: ci sono persone omosessuali che amano altri uomini e magari sono anche effemminati, ma non desiderano diventare donna, avere il seno o altro; allo stesso modo, ci sono persone che si travestono da donna per il proprio piacere o quello degli altri, e a loro va bene così, non hanno intenzione di intervenire a livello fisiologico o chirurgico sul loro corpo e la loro esistenza.
A me accadeva l’esatto contrario: che tutto quello non mi bastava più.
Non ero più solo gay, non era una questione che mi piacessero gli uomini, era che io mi sentivo donna! Per quello essere trans è un sesso, non un orientamento sessuale. Si può diventare trans ed essere lesbiche cioè amare le donne, perché no? È una cosa che riguarda te, non gli altri, non la società, niente di ciò che c’è al di fuori di te. 
Io non mi sono mai sentita quello che la collettività e gli psicologi chiamerebbero una “travestita”: non mi vestivo a donna per il mio puro piacere né per piacere agli altri, mi truccavo e indossavo accessori femminile nella mia vita quotidiana, e, anzi, la mia sofferenza più grande era proprio quando alla sera mi struccavo, mi levavo gli orecchini e i vestitini e il reggiseno e calze e i tacchi, ed ero di nuovo Enrico. Io volevo essere donna anche quando mi struccavo la sera e quando mi svegliavo la mattina, non volevo “travestirmi” per essere - e bada bene, non dico “sentirmi” perché a sentirmi mi ci sentivo comunque – donna.
È un procedimento così radicale e complicato quello che si sviluppa dentro di noi che non ho la presunzione di saperlo o poterlo spiegare, ma spero che almeno un minimo di ciò che ho dentro riesca a tramutarsi in sensazioni, riflessioni, spunti, dentro di voi.

Ho titolato questo post “6 mesi di terapia ormonale” anche se in realtà di mesi ne sono passati più di sei adesso, ma per un mese e mezzo ho dovuto interrompere l’assunzione di ormoni perché, con l’innalzamento di estrogeni, non ci si può esporre al sole a causa del rischio di macchie solari e tumori alla pelle. 
Inoltre, ad Agosto ho affrontato il Cammino di Santiago, ed ho sospeso l’Androcur perché so che mi affatica molto e avevo paura di non riuscire a completare l’impresa sotto l’effetto dei medicinali.

Quel periodo di astinenza dagli ormoni è stato terribile: sono entrata in depressione, piangevo tutti i giorni e tutte le notti, e quando poi li ho ricominciati a Settembre sono ricominciati gli effetti negativi del primo mese che vi ho raccontato qui È stato come se non li avessi mai presi, ed ho avuto la sensazione di ricominciare un po’ tutto daccapo. 

Adesso per fortuna l’organismo si è abituato di nuovo, ma di sicuro ho avuto un brutto sbalzo ormonale: a causa di questa interruzione, anche i miei valori di omocisteina sono aumentati, e così l’endocrinologo mi ha prescritto l’acido folico. Io odio l’acido folico: so che tecnicamente non ha effetti collaterali, ma mi fa sentire male, gonfia, pesante. Non vedo l'ora di finire la cura. 

In quel periodo, ho cominciato a sentire una forte tensione a livello pettorale, la ghiandola mammaria si stava gonfiando e all’inizio faceva molto male. Mi sono spaventata, avevo paura che si trattasse di un nodulo, e invece l’endocrinologo e la mia amica Ottavia mi hanno rassicurata che è tutto normale, è il seno che inizia a spuntareOvviamente, più vai avanti con la terapia e più vorresti vedere risultati, speri che l’endocrinologo ti alzi il dosaggio degli ormoni perché vuoi tutto e subito, e invece è una cosa che ha bisogno del suo tempo, a volte diventa logorante, soprattutto per una come me che è impaziente di natura.

La mia libido è calata drasticamente; i miei capelli sono ancora più folti e belli, me lo dicono tutti, ma ne sto anche perdendo tantissimi – non so se è lo stress, il cambio di stagione o gli ormoni. Anche le cartilagini mi sembrano ingentilite, se possibile: ad esempio, il pomo d’Adamo mi sembra leggermente meno evidente. Sembra strano, ma credo che anche il mio appetito sia cambiato: non mangio più con la voracità di un uomo, ma mi riempio in fretta, mangio in maniera più equilibrata e più contenuta, e mi gusto molto di più il cibo – sarà anche perché ho smesso di fumare. Ho più fame e più voglia di dolci, ma al tempo stesso mi sazio più in fretta. Le donne e i loro controsensi!


Verso la fine del sesto mese il seno si è delineato, ho raggiunto una prima e sto già incominciando ad informarmi per l’operazione di mastoplastica. I muscoli si sono sciolti, le gambe mi fanno sempre male dallo stare troppo in piedi, ho meno forza nelle braccia e meno vigore. Ho sempre lo stimolo di fare pipì, mi sento una donna incinta ma, nonostante tutti questi “problemi”, quando mi guardo allo specchio, inizio a vedere me stessa. Mi vedo bella, ed è la cosa che mi commuove di più, perché nella mia vita non mi sono mai interessata a me stessa perché la viva che vivevo non era la mia, non mi apparteneva. 
Adesso sono così felice della persona che sto diventando: sto cominciando ad interessarmi di più e a prendermi di più cura di me stessa, mangio meglio, ho smesso di fumare. Sto cominciando ad amarmi, perché non l’ho mai fatto, o forse non l’ho mai fatto abbastanza. 
Gli ormoni mi sono serviti, mi fanno bene: mi mitigano, mitigano le mie voglie, la mia “foia” maschile, la mia parte più animale e maschile a favore di una parte più intima, delicata, equilibrata e cosciente.
Mi sento bene così, sto diventando la persona che volevo essere; forse ho meno energie, ma sono in pace con me stessa e ho fatto pace anche con Enrico, come vi ho raccontato nella lettera che ho scritto al mio compleanno e che ha commosso il mondo intero.

A volte mi chiedo se ci sarà mai qualcuno che mi amerà, mi domando chi mai ci potrà essere al mio fianco, se troverò un compagno durante questa mia transizione, se c’è qualcuno forte abbastanza da amarmi; perché, sì, affianco ad una ragazza trans ci vuole un uomo forte, capace di starle vicino prima, durante e dopo durante le operazioni, che riesca ad accettare ed affrontare i cambiamenti, gli sbalzi d’umore, a starle vicino, a fregarsene di tutto e tutti, insomma, uno che non si spaventi facilmente.
Un uomo che sia più forte di tutte le tue paure, i tuoi dubbi, le tue fragilità.

I miei parenti cominciano a darmi del femminile, a volte ancora si confondono ma non mi arrabbio, anzi, ci rido su, perché mi rendo conto che per una persona che ti ha dato del maschile per tutta una vita sia difficile cominciarti a parlare come ad una donna; ma apprezzo tanto i loro sforzi perché so che mi amano e vogliono solo la mia felicità. 

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[Image source: Pinterest]

6 commenti:

  1. Posso dirlo? Sei una grande!!! Per questo percorso e per la tua forza.
    Mi sono commossa anche questa volta, leggendo il tuo lungo percorso difficile e complicato.
    Un abbraccio forte,
    Eni

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    1. Grazie Eni! Un bacio grande e buona domenica! :*

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  2. Sei meravigliosa . Ti voglio bene. Mena.

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  3. Caspita che bel post Enrie... Comunque per buttarla sul ridere, fidati che le donne sembra si stanchino prima, ma vanno avanti comunque tutto il giorno come dei treni tra faccende, lavoro e vita privata, l'uomo una volta che è giunto allo stremo si ferma e ricomincia il giorno dopo XD Presente le differenze tra donne e uomini con la febbre?! Siamo lì XD

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    1. Ahahaha fanastica questa! :D Grazie I. :*

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