venerdì 6 maggio 2016

QUANTO COSTA ESSERE UNA TRANS?


Quanto costa essere una trans?
Mi sono fatta due conti in tasca, ed il bilancio è stato disastroso.

Non fraintendetemi: odio parlare di soldi, lo trovo volgare; eppure mi sembra doveroso parlarne qui, sul mio blog, perché essere una trans costa, e costa tanto. E anche perché sono stanca che si parli di personaggi come Efe Bal che celebrano “il mestiere più vecchio del mondo”, i loro clienti e le loro case da sogno, e preferisco parlarvi di me che ai miei genitori non ho mai chiesto niente e faccio i salti mortali lavorando al mio blog, lavorando in un negozio, facendo la modella e lavorando anche occasionalmente in discoteca come ragazza immagine per racimolare qualche soldino in più. Ed ecco che esce la me polemica, quella politicallty scorrect.

Mi sono sempre chiesta perché la maggior parte delle trans che conosco finissero col prostituirsi, perché dovessero vendere così il proprio corpo e la propria anima, quale fosse questo nesso così forte tra l’essere transessuale ed essere una escort.
All’inizio non riuscivo a capirlo: pensavo erroneamente che molte si facessero forte del loro essere trans – debolezza di molti uomini – per foraggiare la propria mania di borse firmate, scarpe all’ultimo grido, unghie laccate e capelli da star; e per alcune indubbiamente è così, ed è una categoria di persone che sinceramente non ammiro e non invidio. Ma come in tutte le storie c’è un rovescio della medaglia, e adesso mi rendo conto della cruda verità: molte trans finiscono per fare “la vita” semplicemente per cupa e cieca disperazione, quella dettata dal voler portare avanti la propria scelta, di completare il proprio percorso. Ed è davvero difficile per ragazze che magari non riescono nemmeno a trovare lavoro (poiché ad oggi è ancora molto difficile inserirsi nel mondo del lavoro, soprattutto quando il nome sulla carta d’identità non combacia con la persona che sei fuori).

Non parlo delle operazioni chirurgiche - che sono a discrezione di ognuno– ma penso sarebbe un gesto carino sovvenzionare e provvedere perlomeno agli ormoni nel momento in cui ti viene diagnosticata una patologia (che in questo caso ha l’altisonante nome di disforia di genere) proprio come accade con l’insulina per i diabetici.

Sicuramente l’Italia si sta aprendo a questo nuovo universo e fa piccoli passi in avanti: ad esempio, l’intervento finale è sovvenzionato dallo stato -come sancito dalla legge nazionale 164/1982 - mentre in altri paesi l’operazione di riattribuzione del sesso è a carico del cittadino e può arrivare a costare anche 15.000 euro. Una presa di posizione decisamente importante e per la quale sono immensamente grata, in cui si intravede una volontà di aiutare e supportare una scelta così difficile.

Nonostante ciò, i costi che si prospettano ad una persona transessuale nel momento in cui decide di cambiare sesso sono allucinanti e idealmente impossibili da sostenere per una persona comune.
Ecco un piccolo prospetto che mi sono fatta e che voglio condividere con voi per renderci un attimo conto in termini pratici di quanto costa essere una trans:
  • Sedute psicologiche, che possono essere fatte tramite strutture pubbliche pagando un ticket di circa 30 euro o privatamente, arrivando anche a 80/100 euro a seduta. Le sedute psicologiche hanno un intervallo di 15 giorni, e possono protrarsi persino per un anno. Facendo un rapido calcolo, andando in uno studio due volte al mese a circa 80 euro a visita, si sfiorano quasi i 2.000 euro l’anno. A questi andranno sommati i soldi per psicologo e psichiatra che dovranno rilasciare la perizia da presentare in tribunale per la richiesta di intervento RCS e cambio anagrafico, per un ammontare di altri 1.500 – 2.000 euro.
  • Laser al viso: gli ormoni non agiscono sulla barba, e per questa è necessario sottoporsi a trattamenti specifici che possono costare dagli 80 ai 130 euro per una decina di sedute minimo, più tutte le altre di mantenimento. Anche qui parliamo approssimativamente di 2.000 euro e rotti per eliminare il “sintomo” forse peggiore della disforia di genere.
  • Ticket endocrinologo per colloquio e farsi prescrivere analisi: 50 euro circa.
  • Visite endocrinologiche: anche queste possono essere sostenuto mediante strutture pubbliche con un ticket (di 40 euro circa), o con sedute private il cui costo si aggira attorno ai 100 euro a seduta.
  • Costo primo analisi prescritte (ecografie, analisi del sangue e delle urine, fattore V di Leiden, cariotipo ecc) circa 500 euro con prescrizione medica laddove possibile (non tutte sono prescrivibili). Il solo costo del fattore V di Leiden costa 100 euro, idem per il cariotipo (entrambe non prescrivibili). Analisi del sangue per controllare trigliceridi, testosterone, estradiolo e via dicendo andranno fatto regolarmente per verificare l'andamento dei valori, con una cadenza di 3 mesi circa, mentre le altre andranno fatte con minore densità. Ma, insomma, è comunque un’altra bella spesa da affrontare a vita (o quasi).
  • Ormoni, che vanno presi a vita (esclusi gli antiandrogeni, che non vengono più assunti dopo l’intervento agli organi genitali). Il costo di pillole e gel può variare dai 20 ai 60 euro al mese, in base al tipo di farmaco e di somministrazione. 
  • Operazione chirurgiche: come dicevo prima, queste sono a discrezione dell’individuo, che può decidere o meno di rifarsi il naso, la mascella, il pomo d’adamo e via dicendo. Io sinceramente spero di mettermi il meno possibile sotto i ferri, ma diciamo che le due operazioni fondamentali sono la mastectomia (dai 5mila euro) e la vaginoplastica - o la falloplastica in caso di transizione FtM - che costa 10mila euro o più. A questi si sommeranno poi i farmaci post-operatori, come le creme di cicatrizzazione per il seno (70 euro al mese circa).
  • Avvocati: convenzionati o meno che sia, prendono circa 2.000 euro per prima e seconda sentenza, cui si sommano le spese burocratiche. La trafila in tribunale è lunga e dispendiosa, se si pensa alle sentenze per cambio anagrafico, a quelle per la riattribuzione del sesso, la correzione dei documenti (certificati di studio, patente, atti di possesso codice fiscale, conto corrente e via dicendo). Un grosso dispendio di energie, tempo e – soprattutto – denaro.

Insomma, sarà che in matematica sono sempre stata una schiappa, ma ho letteralmente perso il conto dopo i primi 10.000 euro. Considerando che queste spese si condensano in un periodo di circa due anni, mi chiedo come sia umanamente possibile affrontare una cosa del genere. 
Già mi immagino le polemiche: sei tu che hai scelto di diventare trans, quindi te la vedi tu e ti paghi tutto tu. Forse sì, forse no. Ci sarebbe da aprire un’altra grande, enorme questione: si sceglie davvero di essere trans? O lo si nasce e basta?

Io ho avvertito per tutta la vita un forte senso di disagio nei confronti del mio sesso e del mio corpo, e per imparare ad amarmi ci ho investito tanto tempo, tanto dolore, tante lacrime, tanta fatica e soprattutto tanta forza di volontà. Perché è così che la vedo io: un investimento. Essere una trans, come dicevo all’inizio costa, e tanto, ma non costa solo tanti soldi. È una scelta che costa tanto anche sul piano emotivo e psicologico, costa a te, ai tuoi cari, a chi ti sta intorno. È un prezzo alto da pagare in società, sul lavoro, nelle relazioni amorose ed interpersonali. È un investimento ad alto rischio, me ne rendo ogni giorno di più; perché in fondo non sai a cosa ti porterà, cosa diventerai, è un terno al lotto di cui nessuno può sapere il risultato; ma sono anche convinta che se non si è disposti a rischiare non si guadagna niente.

È un investimento, è vero, ma è un investimento che sono sempre più convinta che meriti di essere fatto: un investimento sulla propria vita, sul proprio futuro, sulla propria felicità.

20 commenti:

  1. Scusami la domanda diretta, ma come mai una falloplastica? leggendo molto banalmente su wikipedia, ho capito che serve alla transizione da donna a uomo perchè si tratta in pratica della costruzione del pene; nel caso della transizione da uomo a donna non è sufficiente l'operazione finale? se si decide di farla, ovviamente.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai perfettamente ragione Ilaria, la falloplastica è per chi affronta il percorso FtM (female to male), mentre la vaginoplastica è per il percorso invero (MtF). Anche se sul blog parlo di una mia esperienza personale, ho aggiunto la falloplastica in alternativa alla vaginoplastica perché i trans che vogliono cambiare il proprio sesso in quello maschile vanno incontro bene o male alle stesse spese, e mi sembrava giusto inserirli all'interno del post.

      Elimina
    2. Ah ok, tutto chiaro allora

      Elimina
    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    4. Un'altra domanda: vagino- o falloplastica non fanno parte dell'intervento finale che quindi è mutuabile?

      Elimina
    5. Un'altra domanda: vagino- o falloplastica non fanno parte dell'intervento finale che quindi è mutuabile?

      Elimina
  2. Enrie ti voglio tanto bene e sono con te <3, Mary

    RispondiElimina
  3. Io scusami ma non riesco proprio a capire chi è che ti direbbe che te lo sei scelta e cavoli tuoi se costa. Purtroppo non ho ne la frase giusta ne l'informazione adatta per questo commento ma sono sbalordita di quanto costi il tutto in così poco tempo. Su questo non ne avevo proprio idea e si, per quanto mi riguarda la penso come te, è un investimento per la tua felicità e la felicità non ha prezzo. :)
    Mhuà! :*
    Luna
    http://www.fashionsnobber.com

    RispondiElimina
    Risposte
    1. e io per essere felice ho bisogno di una maserati ed una villa di almeno 4 piano con piscina interrata yakuzi e quant'altro;
      ah e anche mio cugino ne vuole una, anche il mio vicino e tutti i miei amici.
      La ricerca della felicità è un diritto, non la felicità stessa; se lei è normofunzionale come tutti gli altri lavori per guadagnarsi quello che crede che la rende felice, non creda che sia un problema pubblico la tua felicità, perchè di questo passo forse l'1 % della popolazione può essere resa felice a discapito del rimanente 99%.

      Elimina
  4. Non avevo idea di quanto costasse tutto il percorso, hai ragione per una persona comune è difficile poterne sostenere le spese.
    E' un investimento imprescindibile!!
    Un bacio
    Cinzia

    www.callmeblondiebycinziasatta.com

    RispondiElimina
  5. Ti ammiro molto per questo tuo "coming out" a cuore aperto.
    Sono fermamante convinta che se tutto ciò possa aiutarti a ritrovare serenità con te stessa e la vera felicità, dovrai affrontare tutti i sacrifici e i costi che comporta. In bocca al lupo!
    Kisses, Paola.

    Expressyourself

    My Facebook

    RispondiElimina
  6. in effetti pensandoci è una bella cifra, ma quello che conta e che te ti senta bene con te stessa, fregatene degli altri. A questo mondo ci sono troppi pregiudizi, la gente dovrebbe vivere e lasciare vivere.
    Mi raccomando continua nel tuo percorso fai benissimo!
    Kisses darling
    Bellezza pour femme - fashion blog di Marzia Amaranto

    RispondiElimina
  7. Con questa serie di post stai dando tante informazioni su cui riflettere. Quindi lo stato riconosce la disforia di genere come una patologia, ma il percorso che porta a curare questa patologia non è sovvenzionato... Che assurdità! Intanto ti ammiro per l'investimento sulla tua felicità che stai portando avanti con fatica, ma a testa alta e con decisione. Immagino come questi post possano essere d'aiuto a chi è più giovane e ha le idee meno chiare, ma anche a chi - come me - ha molte lacune sull'argomento pur avendo amiche trans. Sempre super Enrie! Baci, Valeria - Coco et La vie en rose NEW POST

    RispondiElimina
  8. Ho cominciato a conoscerti da poco, ma mi piace molto leggerti. Hai un modo di scrivere piacevole, interessante e coinvolgente, anche riguardo ad argomenti delicati come questo. Hai ragione, è un investimento ad alto rischio, non semplice da intraprendere sotto tanti punti di vista...ma del resto credo che rimanere in un corpo che non senti tuo e che non rispecchia ciò che sei, sarebbe una sofferenza senza fine. Un grosso in bocca al lupo perchè tu riesca ad affrontare questo tuo percorso verso la felicità ;-)
    Un bacio
    Paola ♡
    PollywoodbyPaolaFratus

    RispondiElimina
  9. Sai Enrie, io non mi ero mai soffermata sull aspetto economico quando mi e capitato di rapportarmi parlando con un trans. Sinceramente resto basita leggendoti perche mai avrei immaginato queste cifre. Io penso la mutua, una volta diagnosticato che il cambiare sesso non è un capriccio ma una questione di sopravvivenza, dovrebbe passare almeno il 70% delle spese mediche. E ci credo poi che come giustamente sotto,inei tu il 90% dei trans fibisce con il prostituirsi..
    Comunque io Efe l ho vista tempo fa alla Feltrinelli che presentava il suo libro..scusa se mi permetto ma io credo lei faccia la vita perche le piace....tra rolex birkin e autista fuori ci credo che deve " vendersi" per mantenere il tenore di vita. Che tristezza.Buonanotte splendore, ti rinnovo sempre la mia massima stima.

    www.angelswearheels.com

    RispondiElimina
  10. Grazie per aver condiviso tutte queste informazioni, dev'essere un percorso lungo e difficile, credo serva davvero molta molta forza.

    The Cutielicious
    http://www.thecutielicious.com
    Federica

    RispondiElimina
  11. Caspita, non sapevo che a livello monetario fosse così costoso…..ti ammiro tanto, ma come dici tu prima di tutto è una scelta che costa a livello emotivo!!!!
    Un abbraccio grande grande!!!
    Marta

    www.lagattarosablog.it

    RispondiElimina
  12. Ciao, un percorso difficile e costoso. In bocca al lupo vedrai che troverai la serenità! Da ammirare la tua forza di volontà!
    Alessia
    new post
    THECHILICOOL

    RispondiElimina
  13. Continuo a trovare l'argomento estremamente complesso e interessante, tra l'altro è da riconoscere che hai una proprietà di linguaggio eccelsa per esporre al meglio l'annosa questione dei costi correlati a quello che (parere mio personalissimo) è una transizione materiale a una condizione già in essere. Donne o uomini si nasce: è la biologia che ogni tanto fa strani scherzi ;-P

    P.S. Ne approfitto anche per segnalarti che sto riscontrando qualche difficoltà ad abbonarmi ai feed del blog: mi risulta qualche errore nel tuo account FeedBurner, ma eventualmente fammi sapere se è un problema mio, così cerco un'alternativa :-)

    RispondiElimina
  14. sono riuscita a leggere solo adesso questo post (passavo per ragioni "pratiche"... mi serviva il link del blog perché voglio inserirlo in un mio post), sinceramente mi aspettavo un cifrone perché più o meno l'iter ce l'ho presente (anche per ragioni personali: sono laureata in psicologia).
    Però vederlo nero su bianco fa più impressione, e trovo che sia importante saperlo specie perché da fuori può sembrare semplicistica la transizione ma non lo è... ed è una cosa che scegli di fare perché se la natura ha fatto un errore tu hai tutto il diritto (e anche il dovere, secondo me) di prenderti cura di te stessa e correggerla.
    Anche perché se ti avesse voluta maschio e basta non ti avrebbe creata con disforia di genere, quella non è una cosa che ti cerchi o che sviluppi come non si sviluppano le preferenze sessuali per parlare di un argomento correlato e controverso per alcuni.

    Tra l'altro sai... io non trovo volgare il parlar di soldi in questi frangenti perché purtroppo non è che se non ci pensi costa meno oppure ti si materializzano tra le mani (magari! XD ), purtroppo è una di quelle cose che metti in conto e devi farlo bene perché ne hai bisogno.

    Quello che resta faticoso da accettare per me è che di fronte a questo percorso ci sia gente pronta a giudicare negativamente la ricerca della felicità di un'altra persona.
    Perché non sai dove arriverai ma se hai scelto di seguire la tua vera natura è perché ti stai dando una possibilità di essere felice, e nessuno può dirti che sbagli, è la tua vita mica la sua.

    ti abbraccio :*

    RispondiElimina