mercoledì 7 ottobre 2015

NYFW: GREG LAUREN SS16


GREG LAUREN
SS16 FASHION SHOW

If you try to type on Google "Greg Lauren"  you will see a lot of Greg Laurens coming up among your results: Greg Lauren, actor; Greg Lauren, painter; Greg Lauren, fashion designer; Greg Lauren, nephew of Ralph Lauren; Greg Lauren, sexy guy (ok, I might have added this, but it's true!). 
The truth is that there is only one Greg Lauren, and he’s all these things together: his artistic background is very rich, and in most recent years this 45 year old American has starts his own fashion label - at first only for men, now also for the fairer sex.

During NewYork Fashion Week I was able to see live his show Noah's Ark for Spring-Summer 2016 - an extraordinary collection worthy of the biggest names in American style such as Tommy Hilfiger, Calvin Klein, Donna Karan, Perry Ellis and - of course - Ralph Lauren.
His fashion is concrete, pragmatic: it is far away from vanishing poems, artistic ambitions and snobby ideologies, it is designed for the real world, to be worn here and now, on the street, to a party, at the office, to go grocery shopping, a trip, a brunch - with an ingenious theory of layering that easily adapt to every corner of the globe and every climate. The use of materials, their special textures, their use and the attention to detail and finish make these clothes taste decidedly more chic than shabby. A "destroyed elegance", as Lauren likes to define it.

The taste is masculine, but it feels very elegant and feminine thanks to the silhouettes and the superb styling – thought to emphasize the beauty of these new nomads. Every detail is a stroke of genius: the oxidized bracelets, the hats which were left fading in the sunglight, they all contribute to create that urban-post-apocalyptic atmosphere that characterizes his vision. A meeting of craftsmanship and recovery, couture and casual: there are clothes made of parachutes or military tents; denim – stonewashed,  almost rough - declined in all its possible versions;  Western inspirations and safari tones - all interpreted in such an exquisite and sophisticated way that make every piece of the collection extremely desirable for all women in the world – fashionistas and not.

"I wanted to do a show about women, in which each character seemed to say: ' Don’t tell me who I am, because I am many different things'". 
And this also shows from the choice of his models: there is not one prototype, an icon of reference, an ideal woman: all girls have very distinctive looks – you can find whites, blacks, Asians, tall and short, youngers and less young – each one so beautiful in her own skin and diversity, as if really anyone could wear these clothes. 
A fashion closer to the audience, in fact. Which is exactly what fashion – real fashion – needs now. 


Se provi a digitare su Google “Greg Lauren” ti escono i risultati più disparati: Greg Lauren, attore; Greg Lauren, pittore; Greg Lauren, stilista; Greg Lauren, nipote di Ralph Lauren; Greg Lauren, un gran figo (questo l’ho aggiungo io, ma è vero).  La verità è che di Greg Lauren ce n’è uno solo, ed è tutte queste cose insieme: il suo background artistico è molto ricco, ed è solo negli ultimi anni che il 45enne americano si è lanciato nel mondo della moda con una sua omonima linea, all’inizio solo maschile, ora anche per il gentil sesso.

Durante la New York Fashion Week ho potuto ammirare dal vivo la sua sfilata per la collezione Primavera-Estate 2016 Noah’s Ark, una collezione straordinaria degna dei più grandi nomi dello stile americano come Tommy Hilfiger, Calvin Klein, Donna Karan, Perry Ellis e – ovviamente – Ralph Lauren.

La sua è una moda concreta, pragmatica: è lontana da evanescenti poesie, velleità artistiche e ideologie intellettualoidi, è pensata per il mondo reale, per essere indossata qui ed ora, per la strada, per una festa, per l’ufficio, per andare a fare la spesa, per un viaggio, per un pranzo fuori, con un’ingegnosa teoria delle sovrapposizioni che si adattano ad ogni angolo del globo ed ogni clima. L’utilizzo dei materiali, delle loro particolari texture, il loro utilizzo e l’attenzione ai dettagli e alle rifiniture li rendono indumenti dal gusto decisamente più chic che shabby. Una “destroyed elegance”, come Lauren ama definirla.

Il gusto è di stampo maschile, ma è reso estremamente femminile dalle silhouette e dallo styling superbo, volto ad enfatizzare la bellezza di queste nuove nomadi. Ogni dettaglio è un colpo di genio: i bracciali ossidati, i cappelli scambiati al sole, sono tutti elementi che contribuiscono a creare quell’atmosfera urbana-postapocalittica che caratterizza la sua visione. Un incontro di artigianato e recupero, di couture e casual: ci sono gli abiti realizzati con tela di paracadute o con cerate di tende militari; il denimstonewashed, quasi grezzo - declinato in tutte le sue possibili versioni; le ispirazioni western e i toni della terra tipicamente safari, tutti interpretati in una maniera talmente sofisticata e squisita da rendere ogni pezzo della collezione estremamente desiderabile da tutte le donne del mondo – fashioniste e non.

“Volevo creare uno show sulle donne, in cui ogni personaggio sembrasse dire: ‘non dirmi chi sono io, perché sono molte cose diverse’”. 
E questo lo dimostra anche la scelta delle modelle: non c’è un prototipo,un’icona di riferimento, una donna ideale: sono tutte ragazze diverse tra loro – bianche, nere, asiatiche, alte, basse, più o meno giovani, tutte bellissime nelle loro diversità, come se davvero chiunque potesse indossare questi abiti.

Una moda più vicina al pubblico, insomma. 
Proprio quello di cui la moda – la vera moda – ha bisogno.  








































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Photos: Barbara Di Maio.

1 commento:

  1. Ragazza, che collezione da urlo, troooppo top!!!
    Un abbraccio
    Valentina Astorino e Eva Sabin The AnarChic

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