sabato 10 ottobre 2015

NYFW: BETSEY JHONSON SS16


BETSEY JHONSON
SS16 FASHION SHOW

I decided to end this series on my NYFW reports with the first show I attended to, the Betsey Jhonson's one, because that's the theme of this show: a backward excursus that traces the life and career of the designer, brilliantly dubbed named as "The curious case of Betsey Button".

The collection - dedicated Jhonson's dance teacher Anna K. Pimm, sitting in the front row during the catwalk - was divided into 6 different moments that have marked the history of the designer: Limelight, Palladium, Mud Club, Electric Circus, Max's Kansas City and finally Anna K. Pimm presents
To open the show, a serie of colorful, dazzling, over the top prom dresses from 2000, followed by floral prints of the period between the 80's and the 90's and a punk chic minicollection typical of the early 80s - one of the best parts of this collection. The show continues with thehippy current of the '70s where Jhonson lived a golden age for drawing the label Alley Cat, followed by the decade of the Swinging Sixties with its mod dresses and - eventually - dance costumes with a 50's flavor by Jhonson in the light of her childhood in Connecticut.

The clothes are fun and irreverent, like Betsey has accustomed us since the dawn of her career. Some seem preposterous, others too skimpy, but I found many items that - beyond the overdone styling - looked very interesting were taken as individual elements; definitely something different in the current scene of the ready-to-wear. 

The use that the American designer does of the color, the irony, the playful and fun side of fashion, are characteristics that have always distinguished her crazy and eccentric label. Among my favorite parts of the show, I would definitely point out the dollish silver party dress, the mod dress with white polka dots and collegial collar and the entire punk section, which I found extremely modern, edgy and fashionable.

It was for sure a blast from the past what Betsey Jhonson has given us: I guess every one of us has recalled their youth, the whimsical and colorful clothes they would dress with their Barbie dolls, the iconic looks and trends that have marked the history of costume, the bold and fun showgirls ensembles, those tutus of clumsy dancers or the disco-diva sequins from Studio 54.
We have seen on stage the best and the worst of the last 50 years, acclaimed and repudiated, in a triumph of loud blues and bright fuchsia, multicolor prints and timeless blackandwhites, endless layers of tulle, fuseaux (leggings ante-litteram) and booties in leopard prints or neon colors. 

Everything is flashy, excessive, pervaded with a retro feeling that brings a certain nostalgia with it, but at the same time is a celebration of all that style has been so far and what will be from now on.

A real tribute to the past, to fashion and - why not - even to herself.


Ho deciso di chiudere questa serie sulle mie sfilate della NYFW con la prima a cui ho partecipato, quella di Betsey Jhonson, perché è proprio questo il tema di questo show: un’excursus al contrario che ripercorre la vita e carriera dell’ironica e stilista, brillantemente battezzata “Il curioso caso di Betsey Button”.

La collezione – dedicata all’insegnante di danza della Jhonson Anna K. Pimm, seduta in prima fila durante la sfilata – è stata divisa in 6 diversi momenti che hanno segnato la storia della stilista: Limelight, Palladium, Mud Club, Electric Circus, Max’s Kansas City ed in ultimo Anna K. Pimm presents
Ad aprire le danze, i prom dresses del 2000, sopra le righe, sbrillucicanti, decisamente too much, seguiti da stampe floreali del periodo fine ‘80/’90 ed una delle parti più interessanti della collezione, una minicollection punk molto chic – a tratti gotico - tipico dei primi anni ’80. Lo show prosegue con il filone hippy degli anni ’70 in cui la Jhonson visse un periodo d’oro disegnando per la label Alley Cat, cui fanno seguito la decade anni ’60 con i suoi abitini mod e, infine, costumi da ballo dal gusto anni ’50 reinterpretati dalla designer alla luce della sua infanzia nel Connecticut.

Gli abiti sono divertenti ed irriverenti, come Betsey ci ha abituati fin dagli albori della sua carriera. Alcuni sembrano improponibili, altri troppo succinti, ma ho trovato molti capi che - al di là dello styling eccessivo – risultavano molto interessanti presi come singoli elementi - sicuramente qualcosa di diverso nel panorama attuale del ready-to-wear. L’uso che la stilista americana fa del colore, dell’ironia, la parte ludica e divertente della moda, sono caratteristiche che contraddistinguono da sempre la sua etichetta, folle e stravagante nel senso migliore del termine. Tra i pezzi che ho preferito, segnalerei sicuramene sicuramente l’abito laminato argento, il minidress a pois bianchi con colletto alla collegiale e l’intero filone punk, estremamente attuale e fashion.

È un tuffo nel passato quello che Betsey Jhonson ci ha regalato: non solo per lei, ma per tutti coloro che, guardando la passerella, hanno ricordato la loro giovinezza, gli abiti vezzosi e coloratissimi con cui vestivano le proprie Barbie, i look iconici ed i trend che hanno segnato la storia della del costume, le mise audaci e divertenti delle showgirl, i tutù di impacciate ballerine alle prime armi e le paillettes da disco diva dello Studio 54. Abbiamo visto in scena il meglio ed il peggio degli ultimi 50 anni, osannato e ripudiato, in un trionfo di azzurri chiassosi e viola accesi, di stampe multicolor ed intramontabili bianchi e neri, infiniti strati di tulle, fuseaux – leggings ante-litteram - e stivaletti leopardati o in colori fluo. Tutto è appariscente, eccessivo, pervaso da un gusto retrò che porta con sé una certa nostalgia ma è al tempo stesso una celebrazione di tutto quello che lo stile è stata fin’ora e di quello che sarà da ora in poi.
Un vero e proprio tributo al passato, alla moda e, perché no, anche a se stessa.

Vi lascio come al solito alle foto scattate per The Ladyboy da Barbara di Maio e vi ricordo di partecipare al giveaway in corso sul mioblog e sul mio account di Instagram per vincere i biglietti dell’evento "Next Vintage" che si terrà dal 16 al 19 Ottobre al Castello di Belgioioso. Se siete interessati, cliccate qui per leggere il regolamento e partecipare – avete tempo fino alla mezzanotte del 14/10!










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Photos: Barbara Di Maio.

2 commenti:

  1. Adoro lo stile Betsey Johnson, bellissima collezione ! Su Instagram ci sono rimasta male perché chi le cura il social ha postato una mia foto di una sua borsa indossata in un outfit senza citare minimamente la fonte o usare repost, ha avuto 9mila like, magra consolazione ma avrei gradito almeno il credito :-) Bacioni

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    1. Vale non me lo dire, è una cosa che odio quando fanno così! -.- A me è sucesso più volte con un brand di scarpe, li ho anche contattati ma niente...poi dicono che noi blogger non siamo professionali, MAH!

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