venerdì 7 agosto 2015

#GIFFONIEXPERIENCE: RENDETE STRAORDINARIA LA VOSTRA VITA


Ci sono tanti motivi per cui amo il Giffoni Film Festival.

Innanzitutto, si tiene in un paese - non in una metropoli, non in una capitale della moda, non in una location super cool e super esclusiva  dove servono sushi e appetizers ipocalorici e iperproteici – ma in un paese di dodicimila anime, Giffoni Valle Piana, nei pressi del quale ho passato le estati più belle della mia infanzia, a casa dei miei nonni con i miei cugini a mangiare pane e pomodoro e pedalare in bicicletta fino al bar in piazza per comprare un gelato. 
Che è sempre meglio del sushi, tra l’altro.

Si tiene in un paese, dicevo, in cui ci si sente a casa da subito: non ti sembra di essere invitato ad un evento, ti sembra quasi che l’evento lo stia dando tu, ti dai da fare per dare una mano ad accogliere gli ospiti e far sentire la gente a proprio agio, assicurarti che tutti si siano serviti da bere e poi prendi posto e inizi a rilassarti, a girare tra i presenti, chiacchierando con tutti perché tutti sono amabili, passando con disinvoltura dall’italiano all’inglese, o al francese, o allo spagnolo, perché il Giffoni è soprattutto questo, cultura e culture
È un crocevia di razze, età, religioni, suoni, colori, accenti, sorrisi, sogni e speranze diversi, ma che incredibilmente non stonano l’uno con l’altro, anzi, creano un caos armonico e coloratissimo da cui è impossibile staccare gli occhi, come in un caleidoscopio che cambia ad ogni tuo movimento e ti suscita un sospiro di sorpresa e meraviglia quando ti fermi ad osservarlo. 
A Giffoni sei in famiglia, c’è spazio per tutti, più si è e più ci si diverte, e basta stringersi un po’ per far posto ai nuovi arrivati; sei “fuori dal mondo e con il mondo dentro”, perché il Giffoni – e lo chiamo così, come un vecchio amico – è la vita. 
La vita di tutti quei ragazzi accorsi da ogni angolo del pianeta, ognuno con il suo bagaglio di esperienze, pronto a condividere la propria passione e il proprio entusiasmo con chi gli sta intorno – e cos’è questo, se non amore? – la vita dei bambini che ridono, che esultano, che si chiamano a vicenda per strada e fanno domande; la vita degli abitanti del paese, travolti da questo ciclone di eventi nell’evento, che si affacciano sempre incuriositi sulle scale della Cittadella a guardare cosa succede; la vita delle star che vediamo sul grande schermo e che si siedono con grande umiltà ad ascoltare i ragazzi e rispondere alle loro domande, a dare consigli, a fare battute; la vita che può sfociare in una risata o in lacrime di gioia, quella che ti prende e ti fa ballare in mezzo alla strada, in una piazza, al ritmo suadente di un’orchestrina jazz, e la gente intorno si mette a ballare con te o a battere le mani a tempo di musica; la vita che comincia quando si spengono le luci in sala e il proiettore parte col suo rumore lento e costante, lanciando il suo incantesimo.

È come un defibrillatore al cuore, ed il Giffoni non posso stare qui a raccontarvelo, perché bisogna viverlo, altrimenti non ha senso, non si può capire.


Lo ammetto: quest’anno me lo sono voluta godere questo Festival. Ho fatto poche domande, poche foto, poche interviste. Ho preferito andare girando col naso all’insù per la cittadella ed il parco Hollywood, per le stradine del paese, gli stand, i graffiti sui muri e i meravigliosi cottage di pietra del Borgo Terravecchia. Ho voluto guardare uno ad uno quei visi accesi ed emozionati, fermarmi a prendere una bibita fresca dai paninari per strada o una fetta di anguria gelata, chiacchierare con le persone invece di intervistarle, guardarle negli occhi invece di farmici un selfie. 

D’altronde, il tema di questa 45° edizione era Carpe diem, ruba un giorno, cogli l’attimo, che non significa per forza cogliere un’occasione, è meno interessato, significa concedersi del tempo, godersi la vita adesso senza pensare a domani. È una forma di libertà ponderata, di quella che apprezzi solo quando sei un po’ più grande e che forse solo i bambini riescono ad insegnarti. 
Quel tipo di libertà che si respira al Giffoni, insomma.

Io il mio attimo l’ho colto quando incontrato Ipeleng, una ragazza sudafricana che mi si è avvicinata e mi ha detto semplicemente “Seguo sempre il tuo blog, ti posso abbracciare?”. E per me quell’abbraccio ha significato tutto, mi ha ripagato di un anno di lavoro e sacrifici, ha dissolto come una bolla di sapone la stanchezza ed è valso più di ogni like su qualsiasi social. 
Mi ha fatto capire che non solo mi trovavo al posto giusto nel momento giusto, ma ero anche sulla strada giusta, come se tutti quegli attimi precedenti a questo avessero acquisito un senso. Ipaleng, con il suo sguardo commovente, il suo entusiasmo contagioso, la sua risata argentina, ha reso la mia vita straordinaria per un attimo.


Che poi cos’è, un attimo? Non è un istante qualsiasi, non di quelli che scompaiono in un battito di ciglia: ci sono attimi che ti riempiono il cuore di gioia, come acqua fresca versata in un vaso di orchidee; attimi che si dilatano nel tempo, attimi che durano un’eternità, attimi che ti cambiano la vita e per la vita. Bisogna solo saperli riconoscere ed abbracciarli.

“Carpe diem. Cogliete l’attimo, ragazzi. Rendete straordinaria la vostra vita.“










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WEARING: 

Abito/ DRESS: Ufficio 87
Borsa/ BAG: Vestròs
Scarpe/ SHOES: Puma 
Collana piume/ FEATHERED NECKLACE: Tally Wejil
Collana triangoli/ TRIANGLE NECKLACE: Brandy Melville
Collana con frange/ FRINGE NECKLACE: OVS
Bracciali/ BRACELETS: OVS  
Portafogli/ WALLET: Saint Laurent
Bustina portatrucco/ STUDDED MAKEUP BAG: Atmosphere

Photos by Barbara di Maio.

9 commenti:

  1. devo dire ernie che questo vestito in black & white è davvero molto bello. Mi piace questo mood contemporaneo e minimal in un borgo così storico.
    quanta energia nelle foto e perfetta la combinazione con le sneakers.
    xxx
    mari
    www.ilovegreeninspiration.com

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  2. Un'esperienza davvero pulita come non se ne vivono quasi mai nel mondo dello spettacolo e tu l 'hai raccontato.
    www.theladycracy.it

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  3. Bellissimo il festival di Giffoni... sai che io sono la conduttrice di "Aspettando Giffoni", una serie di rappresentazioni teatrali e concerti che si svolgono ad Avellino e precedono il Festival cinematografico, sempre ricco di personaggi dello spettacolo!
    Assolutamente Cool il tuo look Enrie!
    xo Paola
    Expressyourself
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  4. Bellissimo questo abito e tutto il look che hai composto è notevole, mi piace molto Enrie ! Mi ha sempre incuriosita questo festival, mi piacerebbe partecipare ! Un bacione

    Fashion and Cookies - fashion blog

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  5. Ho capito benissimo Enrie, le tue parole mi hanno trasmesso le emozioni che hai vissuto.
    Quanto sei strepitoso e che meraviglie di foto.
    Un bacione
    Maggie Dallospedale Fashion diary - Fashion blog

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  6. Immagino la tenerezza di abbracciare la tua fan..
    Ma tu ti meriti tutto questo successo e amore.
    Il Giffoni lo seguo fin da bambina ed ogni tanto in tv ci butto l occhio quando trasmettono gli specialisu Italia 1 ..
    Baci

    NEW OUTFIT

    www.angelswearherls.com

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  7. A me questo evento ha sempre affascinato fin da piccola. Una bellissima esperienza, ti invidio molto (nel senso buono della parola ovviamente).
    E si, essere al posto giusto nel momento giusto da sempre una carica in più. Ma vedrai che sarà il primo di una lunga serie. Ottimismo e sorriso sempre!
    Ps. Adoro il tuo abito sei fantastico! :)

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  8. Ti amo lo stile semplice e bella! avete grande senso della moda! :)

    xx
    Missy Dess

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