mercoledì 12 agosto 2015

COGITO ERGO BLOG

Photo: Barbara di Maio
Hair; Beyouty Lookmaker

COGITO ERGO BLOG

Ogni blog è diverso.

Avrei potuto iniziare questo post con un incipit memorabile tipo “Era una notte buia e tempestosa” o “Chiamatemi Ismaele.” e invece no, ho puntato sulla banalità; tanto ormai, ai contenuti di un blog, ci  badano pochi e nessuno.

Lo so cosa penserete: questo è il classico post di una fashion blogger che odia i fashion blogger, dell’anticonformista di turno che critica tutto e tutti, e invece no, non voglio aprire una polemica inutile su chi si compra i followers su Facebook o i numeri che sono l’unica cosa che conta, anche se purtroppo è così.Diciamo più che altro che invece di propinarvi parole trite e ritrite copiaeincollate da un comunicato stampa preferisco condividere delle opinioni e riflessioni mie, perché altrimenti non avrebbe senso che ci fossi io dietro questo schermo, potrebbe esserci chiunque altro.

Quando mi sono laureata e ho annunciato che volevo aprire un blog, mi guardavano tutti come se fossi impazzita. “Ma scusa, hai una laurea e vuoi aprire un blog”? Bé, perché no? Innanzitutto, magari ci fossero più blog laureati: ci sarebbero sicuramente contenuti più interessanti, ricerche, approfondimenti, citazioni, sinonimi, e meno strafalcioni. Ma poi la domanda ha fatto breccia nella mia mente: perché ho aperto un blog?
Me lo sono chiesto, me lo hanno chiesto, me lo avete chiesto.

Ci sono tanti motivi per cui non sono una brava blogger: innanzitutto, non ho un fidanzato che mi segue dappertutto e mi fotografa ad ogni ora del giorno e della notte. Non ho nemmeno un fidanzato, in realtà, anche se ammetto che non mi dispiacerebbe (e poi ho un debole per i fotografi). 
Non ho un animale domestico dal nome stupido, e a macarons e cupcakes ho sempre preferito una bella pizza fumante. 
Compro e indosso spesso e volentieri cose vintage, perché amo il vintage, il quale – pur volendo – non mi pagherà mai per comparire sul mio blog perché non è un brand.

Non sono una brava blogger perché tutto quello che è trendy, un po’, segretamente lo odio. Ma soprattutto, non sono una brava blogger perché invece che tenermi per me queste cose e vivere nell’ipocrisia nel resto dei miei giorni, ci scrivo sopra un post. 
Purtroppo, però, è così: se una cosa ce l’hanno più di tre persone mi passa la voglia di indossarlo, figuriamoci se è un prodotto che l’azienda X ha dato a destra e a manca per sponsorizzarlo! Apprezzo invece molto le aziende che fanno scelte mirate, che coinvolgono blogger che siano coerenti con il prodotto, che rispecchino quel particolare stile, che abbiano una coerenza ed un’attinenza con quella cosa da pubblicizzare. 

Noi blogger dovremmo essere gli influencer, i trend setter, quelli che la moda la dettano, non la seguono. Mi pare che questo concetto si sia un po’ perso, visto che in giro vedo tutte con le Stan Smith o le Supercolor mentre io ho sempre ai piedi le mie amate e comodissime Puma. Molte diventano la copia della copia della copia di una che ha avuto un’idea originale: ridondanti. 
E poi questa storia di sponsorizzare tutto, dai braccialetti di caucciù che diventano cinture alle T-shirt con le tagliatelle di Nonna Pina sopra. Ma un criterio, no? A me se una cosa non piace non la indosso, figuriamoci se la pubblicizzo! Dovrebbe essere questo un buon metro per evitare che la gente produca e distribuisca cagate pazzesche che poi tutti critichiamo per strada, e far sì che brand, PR ed aziende- soprattutto quelli emergenti – prestino più attenzione alla qualità, al dettaglio, al buongusto. 
Ecco, questo è quello che dovrebbe essere un blogging ragionato, ponderato, utile a chi scrive, a chi legge, a chi produce, al sistema moda in generale per affinarsi sempre di più e migliorare. Invece si dà spazio a qualsiasi porcheria senza ricerca e ricercatezza, ma, soprattutto, si pensa sempre al rapporto azienda-blogger dimenticandosi di una parte fondamentale, ovvero i lettori, senza i quali blogger e aziende potrebbero andare tranquillamente a cogliere uova e mungere mucche nelle fattorie. 
Per mia indole, non potrei mai parlarvi o presentarvi sul blog qualcosa che personalmente non comprerei o che non rispecchia il mio stile, perché credo nella trasparenza, nella fedeltà e nella correttezza nei confronti di chi ti segue; non è snobismo, è una forma di etica personale e professionale. O forse sì, un po’ snob lo sono, e sono anche una persona schietta che non riesce a fingere.

Ho aperto un blog per scrivere quello che voglio, quando voglio e come voglio, perché il blog è mio, ci ho messo il nome e la faccia, e perché credo che si tratti di uno spazio personale che rifletta il nostro carattere ed il nostro stile a sevizio di designer e aziende, e non viceversa.

Ho aperto un blog perché spero di creare contenuti “socialmente utili” (se intendiamo la moda come mezzo sociale di espressione), e mi auguro che chi lo legge lo faccia perché sia realmente interessato ai miei articoli e non perché sia “di moda” (e qui il gioco di parole ci sta tutto).

Ho aperto un blog perché mio nonno era giornalista e mia nonna poetessa, e la scrittura ha sempre fatto parte di me, è una delle cose che mi hanno lasciato in eredità assieme al nome e alla passione per il rossetto rosso. 

Ho aperto un blog perché è questo che si fa su un blog: si scrive, anche se molti sembrano averlo dimenticato. 

Ma come dicevo all’inizio, ogni blog è diverso. 
Per fortuna. 

14 commenti:

  1. Già mi piaci, la penso esattamente come te! In bocca al lupo, e viva le ragazze come te!

    http://toored.blogspot.it/

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    1. Grazie per i complimenti sinceri Francesca! E crepi il lupo ;)

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  2. Per me tu sei uno dei blog più belli e puri e non vorrei che tu cambiassi una virgola!

    XOXO,
    Eleonora
    www.it-girl.it

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  3. Che io ti stimi e ti apprezzi moltissimo gia lo sai, te lo s rissi fin dai primi post.
    E dopo questo articolo la mia stima aumenta.
    Io la vedo esattamente come te Enrie.
    Tu ci credi che c è stato un giorno che ho commentato circa 20 post diversi e tutti che pubblicizzavano un determinato orologio??!!
    Assurdo..
    Un bacio e continua cosi.

    NEW OUTFIT

    www.angelswearheels.com

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    1. Ahahah Dania, spero almeno che l'orologio fosse bello! :P
      Grazie del supporto e della stima, totalmente ricambiata per quanto mi riguarda!
      Un bacio e speriamo di vederci presto ! :*

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  4. Sono d'accordo con quello che scrivi, sostengo da sempre che bisognerebbe avere un proprio stile personale invece di copiare ma purtroppo le copie si sprecano....va di moda la gonna a ruota con le adidas? via tutte con gonna a ruota e adidas. Io no, grazie. Personalità, please. Un plauso a te per questo post.
    Alessia

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    1. Credo che tutti ci ispiriamo più o meno a dei trend o a delle personalità di spicco, ma l'importante credo sia sempre curare la qualità dei contenuti ed imparare a far propri gli spunti esterni, e soprattutto saper dire di no se qualcosa non è coerente con il nostro stile, anche se vuol dire intascarsi qualcosa in meno! ;)

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  5. Ecco per me Enrie questo post è un capolavoro. Io amo e ammiro i blog unici come il tuo. Quelli che fanno la differenza. Il "trend" tra le blogger adesso è quello di copiarsi i testi analizzarli e cambiare qualche parola.... bah
    Viva chi sa essere unico come te.
    Un bacione
    Maggie Dallospedale Fashion diary - Fashion blog

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    1. Grazie del supporto Maggie, non volevo fare di tutta l'erba un fascio ovviamente, per fortuna ci sono blog e blogger che seguo e ammiro con genuino interesse come il tuo :)

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  6. great post

    http://carrieslifestyle.com
    Posts online about Dubai, Miami, Egypt...

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  7. Il mio pensiero si rispecchia perfettamente nelle tue parole, trovo che l'elemento fondamentale sia dar voce alla propria persona e personalità all'interno di un blog. Non scordiamoci che la moda è una forma d'arte, e come tale va interpretata. Mi rendo conto, tuttavia, che c'è chi della moda ne trae un mero numero. Libero di farlo. Fermo restando che chi mi ammalia è colui che produce arte.
    Un abbraccio e buona estate!
    Valentina Astorino e Eva Sabin The AnarChic

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  8. Enrie, avrei voluto commentare il tuo ultimo post, ma sai, io li leggo tutti (sembrerà strano ma lo faccio per davvero) e ho deciso di fermarmi in questo. E' quello della domanda su FB, vero?
    Ti dirò, mi hai toccata con questo post, perché questa riflessione me la sono fatta anche io mentre ero in vacanza e ne parlavo con il mio compagno. Dopo questo post in tante ti diranno che hai ragione ed ognuno dev'essere se stesso e avere il proprio stile, mentre io penso che chi più chi meno abbia accettato qualche collaborazione pur non essendo del proprio stile. Sarà per il fatto di non avere tanta esperienza, di essere alle prime armi, nel mio caso ti dirò che una volta ho accettato anche per non sembrare snob (sono matta lo so) ma cerco sempre di dire la mia e mai copiare dagli altri. Poi se una cosa "va di moda" dipende: a volte mi giro dall'altra parte e vado avanti per la mia strada, a volte invece ci casco pienamente dentro, come per esempio sulle Adidas. Spesso al lavoro mi hanno fatto le battute "Perché non indossi questo? Sei una blogger. Dovresti averlo per prima?"...ma davanti a certe battute l'unica risposta che do è "Perché ho un mio stile. A volte sbaglio, ma almeno sono IO!!!"
    Scusa per averti occupato metà pagina ma hai tirato fuori tutto quello che avevo in pancia...Grazie!!!
    Un forte abbraccio,
    Eni

    Eniwhere Fashion
    Eniwhere Fashion Facebook

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    1. Cara Eni, apprezzo molto questo tuo commento "di pancia", oltre alla tua accortezza e sensibilità che fanno di te una delle blogger che seguo con maggiore affetto ed interesse, perché mi piace quello che fai e come lo fai e - anche se sei "alle prime armi" - ti trovo una delle personalità più interessanti in giro e di strada ne hai fatta tanta e ne farai ancora. Come ho risposto nei commenti precedenti, non volevo generalizzare né sparare a zero, anche la mia era solo una riflessione che va presa con le pinze perché per fortuna non siamo tutti uguali. Per quanto riguarda il discordo dei trend e delle collaborazioni, ti do pienamente ragione: magari a me proporranno di recensire una collezione di rossetti (che amo) o farò un'outfit anni '80 ma non perché sia di tendenza, ma perché li adoro! Il punto che volevo centrare era quello, saper scegliere, saperci rispecchiare in quello che "vendiamo" (perché noi blogger, fondamentalmente, vendiamo un prodotto. Io credo non ci sia niente di male nel fare il nostro lavoro ed essere pagati per questo, basta farlo con serietà, garbo, buon gusto ed autenticità! Ti mando un bacio grande e grazie infinite per essere passata di qui ed avermi lasciato un tuo parere spassionato! Lo preferisco di gran lunga a qualsiasi tipo di like o commento di circostanza!

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