giovedì 20 settembre 2012

INNERviews: MySkin


Le piacciono i cupcakes, i vecchi cinema e andare in bicicletta, mentre odia “finire la carta igienica nei momenti più critici”. Vive a Berlino da due anni, ha alle spalle una laurea in Storia dell’Arte e insieme al suo fidanzato, Gianandrea, ha lanciato una linea di accessori in pelle che sta facendo furore in Europa.
Oggi Enrie incontra Tanja, co-founder di MySkin, che ci parla delle ultime tendenze berlinesi, della sua passione per l’arte e del suo lavoro - che è ormai diventato per lei una “seconda pelle”.


ENRIE: Tanja, MySkin continua una tradizione portata avanti da generazioni, elaborando ogni singolo pezzo a mano con tecniche antiche e utilizzando solo pelle di qualità. Un vero omaggio al made in Italy artigianale. Com’è iniziata questa avventura?

TANJA: E' iniziata per caso e anche un pò per gioco; per soddisfare quell'esigenza di bricolage e faidate che fin da piccola mi ha accompagnato. Non ho mai giocato con Barbie, bambole o trucchi: mi davi una scatola di colori, la Coccoina (profumatissima colla dell'epoca) e diversi fogli di carta colorata e mi facevi la bambina più felice della terra!
Amavo costruire: le mie fantastiche pantofole fatte con le carte napoletane avrebbe dovuto essere brevettate…! :)
E così, il giorno in cui ho messo piede nel laboratorio di pelletteria di tradizione decennale dei genitori di Gianandrea (il mio ragazzo, che poco dopo avrebbe scoperto di avere delle mani d'oro) pensavo di essere entrata nel luna park dei miei sogni! Dopo aver ossessionato Gianandrea le prime 2 ore con i classici gridolini tipicamente femminili per l'eccitazione, abbiamo cominciato a cimentarci con quell'infinita disponibilità di materiali. Da allora fu amore: l'odore della pelle, del mastice e di vecchio che trasudavano le pareti del laboratorio divennero gli odori a noi più familiari. Insomma, abbiamo ribattezzato il famoso "2 cuori e una capanna" con " 2 cuori e un laboratorio". :)
Perciò l'impulsività tutta femminile di creare qualcosa di nostro e il talento innato di Gianandrea per questo mestiere - che evidentemente scorre nelle sue vene - il tutto condito dall'inventiva di entrambi, ha fatto si che MySkin diventasse più del semplice braccialetto regalato alla sorella per Natale.

ENRIE: Il design dei vostri accessori è un perfetto connubio tra forme classiche e twist moderni (dettato anche dalla scelta dei colori, come il rosa fluo o il rosso lacca). A cosa vi ispirate per disegnare i vostri modelli?

TANJA: Ecco svelato il primo altarino: in realtà noi non disegniamo! Non abbiamo studiato come designer, quindi forse per questo il nostro approccio è più diretto. Mettersi con carta e penna a disegnare crea una prima barriera virtuale con ciò che abbiamo in mente. Ci abbiamo provato: buttiamo giù degli schizzi, ma alla fine sono i materiali e le forme ad ispirarci, capire come queste vestano, la sensazione dei diversi tipi di pelle a contatto con il corpo. Diciamo che il nostro approccio è più "passionale" che razionale.
L'ispirazione è generale, è data da tutto ciò che ci circonda. Dai grandi nomi della moda, così come dalla ragazzetta che torna a casa in metro. Può essere un film, una canzone o un colore. E' difficile da definire.

ENRIE: Cosa vuole dire al mondo una persona che sceglie di indossare MySkin?

TANJA: Chi indossa MySkin è una persona che ama se stessa, ma soprattutto adora essere se stessa. Quindi non importa se eccentrica, elegante o casual: MySkin dà la possibilità a tutti di reinterpretare l'accessorio e riadattarlo alla propria personalità. Noi vogliamo fornire un mezzo e non dettare delle regole di stile. Troveremmo infatti un esperimento molto interessante vedere come ognuna delle nostre acquirenti abbia contestualizzato le nostre creazioni. Sono certa che ne uscirebbero nuovi, divertenti stimoli!

ENRIE: Tu e Gianandrea siete fidanzati, quindi potremmo definire MySkin come un figlio frutto della vostra unione. Il vostro rapporto è cambiato da quando avete iniziato? Se sì, come?

TANJA: Parlare di figlio sarebbe troppo. Non parlo per esperienza diretta, ma credo che con un figlio siamo in tutta un'altra sfera. Parlerei piuttosto di un sogno.
Un sogno che ci mette alla prova ogni giorno, chiedendoci quanto davvero lo vogliamo. Parlerei di un rapporto d'amore e odio, di fasi calanti e crescenti.
Parlerei più di momenti di grandissima soddisfazione e di incommensurato sconforto. Ma, nonostante tutto, è il nostro sogno, che sicuramente ci ha unito ancora di più.
Ci ha messo ancora di più allo scoperto l'uno nei confronti dell'altra, permettendoci di conoscerci sotto diversi aspetti; perciò non può che aver giovato ad entrambi.

ENRIE: Hai alle spalle una carriera di storica dell’arte. L’opera d’arte che ha avuto il maggior impatto e influenza sulla tua vita?

TANJA: Ho sempre subito il fascino per un' arte decadente, tenebrosa a volte anche grottesca. Sono paradossalmente affascinata dal brutto, trovo che abbia qualcosa di molto più identificativo del bello. Adoro tutto ciò che ha un forte impatto visivo, che è drammatico o crudo. Di qui il mio amore per lei, la donna musa: Frida Kahlo. Esempio di tenacia, forza, umorismo e sovversione. Insomma una da cui tutti, a mio avviso, dovremmo prendere esempio.

ENRIE: Quindi anche tu, come me, subisci il fascino del “decadente”. Una volta hai persino affermato che “Berlino è sexy perché povera”.

TANJA: Assolutamente si! Amo il decadente e il riutilizzo di edifici che un tempo erano tutt'altro. E' affascinante vedere quanto ha da dare un posto dismesso nonostante il primo pensiero per molti sia probabilmente quello di demolirlo. E' interessante come con poco si possa arrivare a dei risultati strabilianti, senza aver impalliettato tutti con fior fior di quattrini.

ENRIE: Vivi a Berlino da due anni. Come hai scelto di trasferirti all’estero? In Italia non c’era quello che volevi?

TANJA: Mi sono trasferita in Germania perchè era da sempre che volevo fare un'esperienza all'estero che non fossero i 6 mesi per imparare l'inglese a Manchester o i 6 mesi in Spagna con il progetto Erasmus. Volevo un'esperienza di vera vita vissuta. E ad oggi sono 2 anni che vivo a Berlino, e ne sono più che felice. Che questa decisione abbia poi coinciso con il periodo più buio per il futuro dei giovani è solo un caso.
Comunque, riflettendonci, la cosa che rende più tristi è che uno non fugge dall'Italia perchè non c'è ciò che cerchiamo, quanto piuttosto per la disperazione che quello che cerchiamo ci potrebbe anche essere, è solo che è nelle mani dei pochi. Se penso alle potenzialità dell'Italia sotto moltissimi aspetti, potremmo davvero essere dei Leader in qualsiasi settore, ma è la mentalità marcia che ha rovinato il nostro paese. Sembra la solita frase fatta, ma purtroppo è cosi!

ENRIE: Che differenze trovi tra l’Italia e la Germania nel campo della moda e come mercato per la tua attività?

TANJA: Beh, l'italiano si venderebbe anche la madre pur di avere l' accessorio, o il capo di abbigliamento, o qualunque altra cosa che in quel momento definisce "vitale" per la sua sopravvivenza, mentre il tedesco passa in rassegna l'oggetto almeno 4 ore e nel più piccolo dettaglio per capire se è davvero necessario o utile. E secondo me questo la dice lunga su molte altre cose senza dover necessariamente approfondire. Comunque trovo entrambi i metodi d'approccio all'acquisto interessanti: il primo impulsivo e viscerale; il secondo più razionale, ma anche più gratificante per chi vende.

ENRIE: Raccontaci quali sono le ultime tendenze in fatto di stile a Berlino.

TANJA: I filoni qui a Berlino sono sostanzialmente 4:

- il vintage addicted, categoria che non include solo colui/colei che abbina sapientemente dei pezzi vintage e non, ma anche tutti coloro che sembrano vivere veramente in epoche passate tanta è l'accortezza per il dettaglio.

- l'hipster crew: sembrano usciti tutti dallo stesso negozio, ovvero Urban Outfitters.

- il nordico basic: linee geometriche e puriste nei capi così come nei volti di chi le indossa. Stile comunque che adoro.

- il crucco doc, dove il must è che ogni capo non deve assolutamente essere in armonia con l'altro, altrimenti sei "out".

ENRIE: E per quanto riguarda lo shopping invece, quali sono i posti più cool di Berlino?

TANJA: Sicuramente i flowmarkt (i nostri mercatini delle pulci) e i negozi vintage, dove puoi trovare veramente di tutto e decidere, per un giorno, di essere qualcun altro, in un altro tempo! 

ENRIE: L’ultima cosa che hai comprato?

TANJA: 3 paia di scarpe da Vagabond. Caspita, ora che ci penso quasi un mese fa! Al termine di quest'intervista dovrò rimediare ;)

ENRIE: Se fossi un colore, quale saresti?

TANJA: Forse il bianco; non come simbolo di purezza (lungi da me) quanto piuttosto come somma di colori.

ENRIE: Siamo arrivati alla fine dell’intervista. Ultima domanda: cosa ci riserverà in futuro MySkin?

TANJA: Tante progetti, tante cose nuove, tanti colori nuovi! Per rimanere aggiornati sui nostri sviluppi invitiamo tutti a seguirci sulla nostra pagina Facebook: www.facebook.com/MyskinItaly


Grazie a Tanja per il tempo che ci ha concesso :)

Potete seguire MySkin anche sul sito ufficiale (qui).





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Stay beautiful!  ♥

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