venerdì 21 dicembre 2012

INNERview: Erica Fava

Hello bees! :)
Here we are with the last INNERview of the year, and I really wanted to go out with a bang!
After models, food bloggers, makeup gurus, singers and designers, I’d love to introduce you one of my favourite photographers ever: Erica Fava.
Starting taking pictures with a wirelesss webcam, she’s got to be more and more known thanks to her Facebook and MySpace page – becoming one of the most popular photographers in Italy.

Get ready to meet this self-made (and self-taught) Wonder Woman of photography.

Strike a pose!

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Enrie: How did your passion for photography start?

Erica: My passion has totally started by chance. I accidentally got into photography because of an exam I had to take at University, and I’ve never really left it since then!

Enrie: What’s the inspiration behind your sets?

Erica: Sometimes I have brilliant days, and I come up with some ideas that I write down on a piece of paper or on my cell phone. Then, I start working on the moodboard - which helps me to explain to the others what I want to realize. But I have to admit there’s nothing in particular that really helps me finding the right mood for my projects!

Enrie: You have a peerless intuition, you’re able to foresee trends with much more advance than the others - you even got to photograph Andrea Cocco (the winner of the latest edition of the Big Brother Italy) before he was famous! The question is: how do you do? Do you go with the flow or is there a great study behind it?

Erica: I’m afraid I’m not Pippo Baudo, I do not discover anyone haha! I don’t know, when it comes to models I probably just can tell if there’s that something in them even if their current photos don’t show it very well! The question I make to myself is: “Erica, could you do better?” and if the answer is yes, well then I contact them and that’s where it all begins…

Enrie: What are the requirements that you look for in a model?

Erica: I don’t think there’s any specific requirement, I just go through the composites of the model agencies and suddenly there’s something that catches my eye. I’m not a big fan of the “nice” models, I prefer an edgy one!

Enrie: What is beauty to you?

Erica: An obsession!

Enrie: How would you define Erica Fava’s women?

Erica: I think I always portrait determined women, that even in the most romantic moments and gentle moves keep a strong and decisive gaze.

[caption id="attachment_1413" align="aligncenter" width="523"]Erica Fava for Luisa Via Roma Erica Fava for Luisa Via Roma[/caption]

Enrie: Let’s think for the best: how would your ideal shooting be?

Erica: I absolutely have no idea! I always try to be down-to-earth, and for the moment I’ve stopped running after “names” that I can’t afford right now. I’d like to shoot a brilliant work for Please – it has a nice format and good paper.

Enrie: If you were commissioned the cover of Vogue USA and some promotional photos of Lady Gaga’s new album on the same day, what would you choose?

Erica: I hate Vogue USA and I love Lady Gaga… guess who’s the winner? :)

Enrie: What would you be if you weren’t a photographer?

Erica: I’d probably be a webmaster.

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Enrie: What’s been the greatest satisfaction of your career so far?

Erica: Be recognized in a pub! Hahaha, just kidding! I think it was when I went to a kiosk in Milan and find that I was on 3 magazines at the same time! That felt amazing!

Enrie: A person you admire…

Erica: I admire those people that have the strength to go to work everyday at the same place – probably a kind of strength that I’m missing somehow. That’s why I’ve chosen to be a freelance!

Enrie: What’s the con of being a photographer?

Erica: Sometimes I’d like to focus just on the photography itself, thinking of lights, shootings, colours - while I’m always spending hours to organize people, arrange the gear, sending emails… I do all of this very well, but at the same time it makes me so damn tired!

Enrie: Your mother is the famous Danish collagist Susan Legind. How much do you think her culture and art influenced you?

Erica: My mother has stimulated my creativity since I was very young, now we often exchange suggestions and ideas. We’ve built a very strong creative relationship.

Enrie: I know you’re planning to go to live in London. What do you like about this city?

Erica: Actually, I hate London, but I feel like it’s the city where my style could be most appreciated here in Europe. But if I could choose, I’d go to New York!

Enrie: What’s the weirdest thing that ever happened to you on a set?

Erica: Last week me and my team we got stuck in a limo for two hours while the police was carrying out some checks on the driver! Luckily, the shooting had just ended! And no, there was no mini bar in it if you're wondering!!!

Enrie: What you’re dreaming for your future?

Erica: I’d love to shoot more and more overseas and I’d love to be represented by an important agency!

Enrie: Any New Year’s resolution?

Erica: Travelling, travelling and travelling, new inspirations and most of all… I’d love to have more time for my personal projects!!

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We really wish you find it, Erica! Thanks for your time and we can’t wait to see your upcoming, amazing works!

You can follow Erica Fava on her official website and on her Facebook page!

Read all the previous INNERviews on my blog following the links here.



[caption id="attachment_1411" align="aligncenter" width="523"]Enrie Scielzo by Erica Fava Enrie Scielzo by Erica Fava[/caption]
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Stay beautiful and happy holidays! ♥

giovedì 15 novembre 2012

INTERVIEW: CHIARA MACI, FOOD BLOGGER

Bolognese di nascita, di origine campane, ma cittadina del mondo. Ha alle spalle una laurea in giurisprudenza e una carriera nel marketing aziendale che ha lasciato per andare alla ricerca della vita “quella vera, quella che ti parte da dentro, quella che ti si legge negli occhi.”

 Decide così di aprire un blog insieme alla sorella Angela, e da lì la vita - quella vera - acquista tutto un altro sapore.

Chiara Maci, food blogger a Sorelle in pentola, sta facendo furore in TV come giudice del programma Cuochi e fiamme e con il libro In due c’è più gusto.

Enrie Scielzo intervista la food blogger più famosa d'Italia, che tra i fornelli ha trovato la ricetta del successo (e, forse, anche quella della felicità).



Dalla biografia sul tuo blog Sorelle in pentola leggo che, da buon Sagittario ascendente Sagittario, sei alla ricerca della vita "vera, quella che ti parte da dentro, quella che ti si legge negli occhi". Cosa leggono le persone negli occhi di Chiara Maci?

Leggono entusiasmo, leggono malinconia e leggono passione. Il mio ex coinquilino mi diceva sempre "hai gli occhi malinconici ma un sorriso costante". Ecco, credo vedano questo le persone in Chiara Maci.

Gestisci un blog da due anni e mezzo. Ti sei licenziata da un lavoro nel mondo del marketing aziendale e sei riuscita a trasformare una tua passione in un lavoro vero e proprio. Sono davvero in pochi quelli che ci riescono: qual è la ricetta del successo?

Eh, questa domanda me la fanno in tanti, come se esistesse una parola magica per rendere tutto più semplice. In realtà l'unico segreto è l'impegno, la costanza, la forza di volontà. E la positività nei momenti in cui ti tremano le gambe perchè pensi di aver perso tutto. Ma quando la passione è così forte, sei già sulla buona strada ...

Cos’ha il tuo blog che gli altri non hanno?

La costanza, credo. L'aggiornamento quotidiano ogni mattina alle 6, da sempre. Mai un giorno senza un post, rubriche aggiornate periodicamente e una in particolare, che parla di me Io, in fila - è forse il mio grande orgoglio e la dimostrazione che la vicinanza alle persone e la fiducia in esse la si conquista rimanendo trasparenti, sempre.

Sorelle in pentola ha circa 6000 visitatori al giorno. Quanto credi che il tuo passato da esperta di marketing ti abbia aiutato nella tua attuale occupazione?

Beh, il mio lavoro precedente è servito tantissimo, non tanto per aumentare le visite al blog (quello devo ancora capire come si fa, anche quando raggiungo picchi di 10.000 al giorno!) quanto per dare un'impostazione al blog di una certa serietà. Non volevo fosse un divertimento, volevo fosse un lavoro. Questo all'inizio ha creato dei problemi con mia sorella per obiettivi diversi, ma ho voluto continuare con la mia idea perchè sapevo che, sul lungo periodo, i risultati sarebbero arrivati.

Che differenze trovi tra i food blog italiani e quali stranieri?

Trovo intanto grafiche diverse, impostazioni diverse, ma sicuramente perché i blog stranieri che conosco sono quelli già "arrivati" in un certo senso. Mi piacerebbe conoscere blogger straniere alle prime armi e probabilmente mi renderei conto che siamo tutti uguali "online". Quello che alle volte mi sorprende però sono i testi lunghissimi che scrivono le food blogger straniere, a differenza della italiane. Magari meno post, ma tutti chilometrici :-) Comunque adoro Chez Pim, Food Beam, Chocolate and Zucchini, ma ce ne sono davvero tanti che guardo quasi quotidianamente..

Attualmente sei uno dei giudici di Cuochi e fiamme, il programma condotto da Simone Rugiati su La7D. La TV ormai è piena di programmi culinari: come spieghi questo fenomeno?

Ogni volta che mi fanno questa domanda rispondo che la gente ha voglia di tornare in cucina e di mettersi alla prova cucinando cibi sani e genuini, da sola. La televisione in questo caso è il mezzo immediato che incuriosisce, aiuta e intrattiene. Io credo che, ancora oggi, quando una persona deve preparare una ricetta si rivolga ai blog o ai libri di cucina, ma sicuramente la televisione riesce a rendere la cosa divertente e utile.

Per lavoro viaggi tantissimo. Il posto in cui ti sei sentita maggiormente ispirata?

La Thailandia! Sono rimasta lì una sola settimana, la scorsa primavera, eppure i colori dei mercati, gli odori per la strada e la meraviglia nell'assaggiare cose mai provate mi ha fatto venire voglia di tornarci e di fare una full immersion di cucina thai!

Sei impegnatissima tra la TV, il blog, il nuovo libro e impegni vari. Cosa fai per staccare la spina?

Semplice, non la stacco mai! Eheh, in questo momento non è facile: giro per l'Italia continuamente, ci sono mattine che non capisco neanche in che città apro gli occhi, ma è la vita che volevo e questo è l'importante. Volevo viaggiare, conoscere gente, scoprire luoghi e sapori diversi ed essere stimolata continuamente; oggi lo sono e non potrei essere più felice di cosi.

Non è un mistero che il tuo piatto preferito sia la parmigiana di melanzane, soprattutto se fatta da tua madre; c’è invece un alimento che proprio non sopporti?

La parmigiana la amooo! Un alimento che proprio non sopporto? Le ostriche! Non ce la faccio davvero. Ho provato mille volte ma non riesco a mangiarle!

Raccontaci un tuo disastro culinario.

Oddio, ce ne sono mille, soprattutto all'inizio! Ora è difficile perché cucino talmente tanto... ma all'inizio avevo problemi seri con i lievitati. Non capivo perché si sgonfiassero tutti in cottura e quindi, prova a riprova con torte, soufflè, tortini dolci e salati... ma chi l'ha dura, la vince, e ora sono il mio cavallo di battaglia!

Hai detto che se fossi un cibo saresti un cioccolatino con ripieno di caramello al sale. Sei per palati raffinati?

Amo follemente il caramello salato. Lo faccio in casa sempre, quasi ogni settimana e lo uso in diverse consistenze come ripieno, come copertura o come salsa di accompagnamento. Nel caso del cioccolatino è qualcosa di strano: un anno fa, circa, mi dilettavo nella mia casa di Bologna, a creare cioccolatini di ogni genere. E mi sentivo Juliette Binoche nel film Chocolat. Cosi, creando e ricreando, sono arrivata a questo guscio fondente ma non troppo croccante con un ripieno cremoso e al tempo stesso avvolgente e salato. Ero io, quel cioccolatino. Ne sono certa.

Il piatto perfetto per conquistare un uomo…

Potrei dirti gambero crudo bagnato nella burrata e accompagnato da una salsina piccante. Ma ti dico che con un buon tortellino o con un'ottima parmigiana, non si è mai tirato indietro nessuno :-)

Mangi mai al fast food (tranquilla che non lo diciamo a nessuno… )?

Oh, si! Ditelo pure, perché non me ne vergogno. Io sono una da junk food. Certo, se posso vado in ristoranti qui a Milano che replicano il menu del fast food ma in chiave sana e genuina. Il punto è che io adoro l'hamburger e non potrei farne a meno! Quindi una volta a settimana circa, la serata junk ci sta!

Ti piombano in casa 4 amici all’improvviso per cena. Cosa prepari di veloce e sfizioso?

Eheh, non mi faccio cogliere impreparata! Intanto in freezer conservo sempre dei tortini di zucchine e ricotta da passare in forno a 180° per 15 minuti, cosi intanto placo la loro fame. Poi farei uno spaghettone. Se non ho nulla in casa (impossibile), vado di aglio, olio e peperoncino, ma fatta come si deve, con acqua di cottura e risottata perfettamente! Altrimenti, se ho verdure preparo un millefoglie al volo alternato con formaggio morbido oppure, ancora più veloce, se ho legumi in scatola li scolo dalla loro acqua, li lavo e li faccio stufare con un po di olio e cipolla. Poi frullo tutto, aggiungo sale, pepe abbondante e servo la crema di cannelini o di ceci, con sopra una quenelle di ricotta o di qualunque cosa abbia in frigorifero :-)

Svelaci un dietro le quinte divertente a Cuochi e fiamme...

Un giorno Fiammetta (Fadda, ndt) aveva trovato un osso in un boccone durante l'assaggio, ma era riuscita a far finta di niente, nonostante si notasse qualcosa di strano sul suo viso. Alla fine, non riuscendo a trattenersi, era scoppiata a ridere, poi scappata dietro le quinte e Riccardo (Rossi, ndt) aveva iniziato a rincorrerla con l'estintore. Una scena epica. Ma vi assicuro che ne succedono ogni giorno, di cose assurde!

Un'ultima curiosità: sei food blogger, brand communication specialist, sommelier, scrittrice…cosa c’è scritto sul tuo biglietto da visita?

Ahaha, sai che ci ho pensato un po’ prima di mettere qualcosa? In fondo sono troppe cose, ma alla fine il mio biglietto ufficiale non recita nessuna di queste cose. Solo Chiara Maci, Sorelle in Pentola, mail, numero di cellulare  e partita iva. Appena avrò un vero lavoro, come dice mio padre, lo scriverò :-)



 Grazie mille a Chiara per la sua simpatia e la sua disponibilità! Ti aspetto per una serata junk insieme al più presto :) Potete seguire Chiara sul suo blog Sorelle in pentola e  a Cuochi e fiamme su LA7D alle 19:10.

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Bon appétit! ♥

sabato 27 ottobre 2012

BlizedOout FASHION SHOW PT.2 - THE CATWALK

Hi bees!
So, here we are with the second part of the BlizedOut event: the catwalk.



I must say that I was pretty impressed with the show, and I really enjoyed it!


BlizedOut is a new “trendy and pop” fashion brand.


The name of the brand takes inspiration from The Blitz Club in London, a very popular club in the ‘80s scene, attended by brilliant exponents from music and fashion world (Boy George, David Bowie, Wham!, Duran Duran - just to name few).


Although the brand is British, designers Anthony and Antonio decided to produce all their clothes and accessories in Italy.


 The collection is based on 4 different moods, so that anyone can choose who they want to be. You have more choice, and you can opt for a certain style or mix 2 or 3 together to create your personal one: “We want people to express themselves and experience our ideas in their everyday life.” said designer Anthony, who has lived in London for 22 years.What I liked the most about that city was the high-street fashion. I loved the Versace and other designers’ colorful clothing I saw on the street, but I wanted to redesign it and make it more accessible to everyone. We wanted to do something which would be at the right price, but still fun. So we started looking at what people were wearing in the magazines, on TV, on Facebook, to make a collection which was actually current. The question behind it was “What people really want now?”. And we’ve tried to give our answer. “



 


The first mood is called Blitz Fans, and takes inspiration from high-street fashion and popstars like Jessie J or Rihanna. “We wanted to create something similar to their look, those kind of things that you see on the magazines but you don’t know where to buy.”
It’s a rock style, with a little eye on the 80s (see the David Bowie shirts).


The girls modelled holding vintage vinyls, sporting leather jackets, fluo leggings and pop bright colours.


As accessories, a lot of stars, crosses and the Egyptian cross of life symbol: “It represents life, and something which is eternal.”







The second mood is Praire Spirit, and it takes inspiration from the Native Indian Amercians. It’s a kind of indie\festival look, a little bit ethnic but still cool and relaxed. A lot of feathers, eagles, fringes and hints of blue, while orange is the leading colour is orange – which is remarked by the hair and the eyebrows of the models.


 




Here we come to the Tea Party style, by far my favourite. Designers told me that it is inspired by the English tea habit and Kate Middleton. It’s the bon-ton style, and has a vintage twist to it.


It’s all about powdery pink and delicate shades, very classy but young and definitely not too grown-up.


The teapots necklace and belt were one of my favourite pieces from the collection, and I loved the pin-upesque dotted dress too!



 




Finally, Fantasy Islandis inspired by the 90’s and Versace. It’s all about tropical prints, kiwi greens and bright corals. It is dedicated to a fierce woman, who’s very confident with herself and wants to look sexy. I have to say this is the one I liked the least, but some pieces were really cool as well!





What do you think about that? I think they're really cool, and I can't wait to get my hands on 2 or 3 things I've seen :D

After the show I’ve also managed to chat with creative director Sally Santangelo, to see which were the choices made for this show. HEre's what she said to me: “I think that the 80s are the era that redeems the least: they were just too much. I call them the baroque of the 20th century. I didn’t want to go for a purely 80s style, ‘cause it would’ve been tacky and predictable. That’s why I’ve decided to take some elements from that age and revise theme in new, contemporary forms, especially the ones after 2008.


Also, I was thinking about the young audience this collection is addressed to: I think it’s very unlikely to think that 16 years old girls can dress up down the street like Lady Gaga or Rihanna, so the styling relates to everyday life. On TV and in music video everything is allowed, but this fashion is always concrete. It’s what a popstar would wear, but downgraded.”


 I must say that I was very impressed with this philosophy, 'cause that's exactly what I think :)


Philosophy that is extended even to the makeup and hair of the girls: platinum hair, minimal makeup, naked lips and nonexistent brows, for a sort of New Romantics look: “I wanted very little makeup on the girls, to let the face of the girls come out. We wanted fresh faces, true faces.


For the bonton looks we got inspired by icons of beauty like MiuMiu, while a stress of colour were given only to the hair and eyebrows in the more casual looks, because the dresses are very important or they own, so we didn’t want to try too hard and fall into the démodé.”


 






So, definitely my compliments to BlizedOut and Diego Santangelo |||||| Studios for the show!
The comments from  the guests were definitely positive: the pink leather jackets, the chiffon tops and the bon-ton looks were the most appreciated.


It’s a flighty collection, fun but wearable, with some winning pieces, so definitely go and see!
You can follow BlizedOut on their brand new Facebook page.


 If you’ve missed the first part, you can click here to read it.


 I’ll soon post all the photos from the event on my official Facebook page, so make sure you check it out :)


 Stay beautiful! ♥

venerdì 26 ottobre 2012

BlizedOut FASHION SHOW PT.1 - THE EVENT

Hello bees! How’s it going?


As some of you might know, last week I was kindly invited by Diego Santangelo |||||| Studios to a fashion show in Naples to present the launch of a UK fashion brand called  BlizedOut. It’s been such a great day, so I thought I would share with you some details of the event :)



Me and my assistant Martina left from Salerno to Naples, where our car was expecting us. It was such a sunny and hot day, perfect for the location chosen for the show at Arenile, a wonderful location by the sea! It was really gorgeous to be there – especially consider that it was October but it still felt like summer eheh :)



As we arrived, me and the other fashion bloggers (sweet Valentina from CoopStyle and Virginia from The Ugly Truth of V) had to take part to a photoshoot with Daniele Fummo. I must say that I arrived a little late so I missed the makeup, but the hairstylist dyed my hair PINK!!! Hahaha! That was funny though :D


 




It was plenty of cool people and several guests, like Alessandro de Gais (from Bamba Up), lovely Anna Mazza and Kseniya Ohorodnik, the NSS, Mariangela Salzillo from Play Shop (love her!), BBJane, and deejay Peggy Gould from London (she is AMAAAAAZING!).




I wandered around the location watching a very exclusive sneak peek of the collection (I’ll share it with you these days!) and chatting with the charming people all around. I must say – the buffet was incredibly good too! There’s nothing better than Italian mozzarella, I swear! :)


I also got to met Antonio and Anthony, the two designers of BlizedOut, and had an interview with them that I’ll soon post on this blog. There will also be a post about the catwalk and the clothes, so definitely check out TheQueenBeetch these days for more updates!




 I’d really like to thanks Diego Santangelo |||||| Studios for hosting me at the event, and in particular the creative head Sally Santangelo who’s incredibly nice and sweet and made it all so perfect for all the attendants!


You can  follow me on TwitterPinterest and Facebook – where I’ll upload all the photos from the show.


Stay beautiful!   ♥

lunedì 8 ottobre 2012

INNERview: Deborah Parcesepe

Born in Larino (CB) from Italian father and Venezuelan mother, Deborah Parcesepe is one of the most wanted Italian models in the modern scene. She’s worked with several amazing photographers and brands, and she’s recently appeared on Glamour, Elle and Cosmopolitan. She describes herself as shy, and she says to love fashion because of “the creative twists and the possibilities to be someone else on every occasion”. I had the chance to work with her on two shootings in Florence and get to know a little bit more of this super model who’s making waves in Italy.



[caption id="attachment_1070" align="aligncenter" width="523"] Photo: Erica Fava per Le Spose di Caselli Giuseppina[/caption]
Enrie: How did you start modelling?

Deborah: It was a whim that I’ve always had, I’ve always loved fashion and when I was a child I looked up to the beautiful girls that I saw on the magazines but – in spite of the chances – my parents didn’t want me to start too eatly (and now I must admit that I thank them for this). I had almost given it up until I had the chance to shoot with an infamous Florentine photographer, and from then on my name started spreading in the scene. The agencies and everything else came consequentially.

Enrie: How did your parents react when you told them you wanted to be a model?

Deborah: They were happy for me, really. They see how much dedication and consciousness I put in my job, and they’re delighted. Of course they warn me, because they know that the the world I’m stepping into it’s not easy at all, but in the end I think that every work environment has its own pros and cons.

Enrie: So, which are the pros and cons of being a model?

Deborah: A pro is that you can always meet different people, creative people, who are willing to build something beautiful with you - which is probably the thing I like the most about this job, playing and interpreting different roles and moods. The downside is that the people you meet are not always keen on experimenting, or creating, and sometimes they’re not even that passionate as you could wish they were. When that happens, you have to keep calm and do your job, because being a model is like this sometimes.

Enrie: What does your boyfriend thinks about your job?

Deborah: He’s very proud of me. He’s jealous by nature, but he would never deny me something that is part of me. He has decided to love me as a whole.

Enrie: One of your inspiration muses is Coco Rocha. What do you like about her?

Deborah: Coco Rocha is a camera animal! I think she really renders whatever she wears, and there’s passion and determination in everything she does. She’s always at her ease and unpredictable - I think this is what distinguishes her from the others.

Enrie: The headline you’d love to read: “Deborah Parcesepe testimonial for…”?

Deborah: Gosh, that’s a tough question! There are so many designers and brands that I love, like CK, or more recently Rodarte – which is a brand that I think it represents me somehow. But over all, Prada is still the top of the tops to me.

Enrie: By far, which set gave you more satisfaction?

Deborah: I had the chance to work with several amazing photographers and I remember a lot of sets of which the pictures still move me. It’s hard to pick one! Generally speaking, I love the sets that gave me the possibility to express the idea and the mood of the shooting in my own personal way. I’m extremely attached to those.

Enrie: In one of your latest works, you had to model wearing bride gowns. Have you already thought of how your white dress should be?

Deborah: I didn’t! I believe in marriage as a union between two people, and everything’s around it is quite superfluous. Sometimes when I’m joking with my boyfriend – we’ve been together for 3 years and a half now – we say that the party will be probably be hosted in a sushi bar, and we’ll be wearing jeans :)

Enrie: I know you love music like me. What’s the soundtrack of your life?

Deborah: There are many songs that I feel like mine and that remind me of different moments of my life. I went from Eminem to Nirvana to System of a Down, then I had my “punk” era,and the the hippie one. I knew each lyrics to The Doors, The Velvet Underground and Bowie by heart! Then it came indie British music, the new wave. It would be difficult for me to choose one song! But I’d probably say that I’m most attached to the 60’s\70’s, and some things from the 80’s.

Enrie: The last concert you’ve been to?

Deborah: The Foo Fighters!



[caption id="attachment_1073" align="aligncenter" width="523"] Me+Deborah on our set with Elisabetta Porcinai[/caption]
Enrie: One of your favorite quotations is by Oscar Wilde, and it says “I like men who have a future and women who have a past". What do you like of Deborah’s past?

Deborah: The sentence is very generic, and I relate it more to women. I believe that women have a tremendous potential, and there is nothing worse than a superficial woman or a bimbo. The past has a great influence on women. My mother is the person I admire the most in the entire world, because she had to make difficult choices, and she’s made them on her own. She represents the kind of past I want to become.

Enrie: Do you see yourself as an aesthete?

Deborah: I see myself as a person who loves what’s beautiful, so yeah, I would say that I’m a little bit of an aesthete. But many aesthetes loved beauty on its own, while I think that beauty with no purpose doesn’t mean a thing. I think that beauty must be fed with passion and emotions – in photography more than anything else.

Enrie: Who is Deborah outside the set?

Deborah: A very shy person – so much that sometimes she might look cold to those who don’t know me. A person that tends to talk very little and listen a lot. I don’t like being the centre of the attention – I already am on the set – so when I’m not working I love doing whatever I feel.

Enrie: In a movie about your life, who would you like to interpret your role?

Deborah: I don’t think I have such an exciting life to do a movie about it! Hehe! Anyways I think Elle Fanning would do great – she’s lovely!

Enrie: Last question: what picture do you have as screensaver of your desktop?

Deborah: A black and white picture portraying a very lonely girl with a jeans jacket and a baseball cap swinging on a seesaw.



[caption id="attachment_1072" align="aligncenter" width="523"] Photo: Ruggero Lupo Mengoni[/caption]
Thanks Deborah for her time and I wish you all the best for all the wonderful things that your future reserves.

I hope to work with you again soon :)

Check out Deborah’s website here!

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[caption id="attachment_1075" align="aligncenter" width="523"] Photo: Eyeson Studio[/caption]

[caption id="attachment_1076" align="aligncenter" width="523"] Photo: Ruggero Lupo Mengoni[/caption]
Stay beautiful! ♥

giovedì 20 settembre 2012

INNERviews: MySkin


Le piacciono i cupcakes, i vecchi cinema e andare in bicicletta, mentre odia “finire la carta igienica nei momenti più critici”. Vive a Berlino da due anni, ha alle spalle una laurea in Storia dell’Arte e insieme al suo fidanzato, Gianandrea, ha lanciato una linea di accessori in pelle che sta facendo furore in Europa.
Oggi Enrie incontra Tanja, co-founder di MySkin, che ci parla delle ultime tendenze berlinesi, della sua passione per l’arte e del suo lavoro - che è ormai diventato per lei una “seconda pelle”.


ENRIE: Tanja, MySkin continua una tradizione portata avanti da generazioni, elaborando ogni singolo pezzo a mano con tecniche antiche e utilizzando solo pelle di qualità. Un vero omaggio al made in Italy artigianale. Com’è iniziata questa avventura?

TANJA: E' iniziata per caso e anche un pò per gioco; per soddisfare quell'esigenza di bricolage e faidate che fin da piccola mi ha accompagnato. Non ho mai giocato con Barbie, bambole o trucchi: mi davi una scatola di colori, la Coccoina (profumatissima colla dell'epoca) e diversi fogli di carta colorata e mi facevi la bambina più felice della terra!
Amavo costruire: le mie fantastiche pantofole fatte con le carte napoletane avrebbe dovuto essere brevettate…! :)
E così, il giorno in cui ho messo piede nel laboratorio di pelletteria di tradizione decennale dei genitori di Gianandrea (il mio ragazzo, che poco dopo avrebbe scoperto di avere delle mani d'oro) pensavo di essere entrata nel luna park dei miei sogni! Dopo aver ossessionato Gianandrea le prime 2 ore con i classici gridolini tipicamente femminili per l'eccitazione, abbiamo cominciato a cimentarci con quell'infinita disponibilità di materiali. Da allora fu amore: l'odore della pelle, del mastice e di vecchio che trasudavano le pareti del laboratorio divennero gli odori a noi più familiari. Insomma, abbiamo ribattezzato il famoso "2 cuori e una capanna" con " 2 cuori e un laboratorio". :)
Perciò l'impulsività tutta femminile di creare qualcosa di nostro e il talento innato di Gianandrea per questo mestiere - che evidentemente scorre nelle sue vene - il tutto condito dall'inventiva di entrambi, ha fatto si che MySkin diventasse più del semplice braccialetto regalato alla sorella per Natale.

ENRIE: Il design dei vostri accessori è un perfetto connubio tra forme classiche e twist moderni (dettato anche dalla scelta dei colori, come il rosa fluo o il rosso lacca). A cosa vi ispirate per disegnare i vostri modelli?

TANJA: Ecco svelato il primo altarino: in realtà noi non disegniamo! Non abbiamo studiato come designer, quindi forse per questo il nostro approccio è più diretto. Mettersi con carta e penna a disegnare crea una prima barriera virtuale con ciò che abbiamo in mente. Ci abbiamo provato: buttiamo giù degli schizzi, ma alla fine sono i materiali e le forme ad ispirarci, capire come queste vestano, la sensazione dei diversi tipi di pelle a contatto con il corpo. Diciamo che il nostro approccio è più "passionale" che razionale.
L'ispirazione è generale, è data da tutto ciò che ci circonda. Dai grandi nomi della moda, così come dalla ragazzetta che torna a casa in metro. Può essere un film, una canzone o un colore. E' difficile da definire.

ENRIE: Cosa vuole dire al mondo una persona che sceglie di indossare MySkin?

TANJA: Chi indossa MySkin è una persona che ama se stessa, ma soprattutto adora essere se stessa. Quindi non importa se eccentrica, elegante o casual: MySkin dà la possibilità a tutti di reinterpretare l'accessorio e riadattarlo alla propria personalità. Noi vogliamo fornire un mezzo e non dettare delle regole di stile. Troveremmo infatti un esperimento molto interessante vedere come ognuna delle nostre acquirenti abbia contestualizzato le nostre creazioni. Sono certa che ne uscirebbero nuovi, divertenti stimoli!

ENRIE: Tu e Gianandrea siete fidanzati, quindi potremmo definire MySkin come un figlio frutto della vostra unione. Il vostro rapporto è cambiato da quando avete iniziato? Se sì, come?

TANJA: Parlare di figlio sarebbe troppo. Non parlo per esperienza diretta, ma credo che con un figlio siamo in tutta un'altra sfera. Parlerei piuttosto di un sogno.
Un sogno che ci mette alla prova ogni giorno, chiedendoci quanto davvero lo vogliamo. Parlerei di un rapporto d'amore e odio, di fasi calanti e crescenti.
Parlerei più di momenti di grandissima soddisfazione e di incommensurato sconforto. Ma, nonostante tutto, è il nostro sogno, che sicuramente ci ha unito ancora di più.
Ci ha messo ancora di più allo scoperto l'uno nei confronti dell'altra, permettendoci di conoscerci sotto diversi aspetti; perciò non può che aver giovato ad entrambi.

ENRIE: Hai alle spalle una carriera di storica dell’arte. L’opera d’arte che ha avuto il maggior impatto e influenza sulla tua vita?

TANJA: Ho sempre subito il fascino per un' arte decadente, tenebrosa a volte anche grottesca. Sono paradossalmente affascinata dal brutto, trovo che abbia qualcosa di molto più identificativo del bello. Adoro tutto ciò che ha un forte impatto visivo, che è drammatico o crudo. Di qui il mio amore per lei, la donna musa: Frida Kahlo. Esempio di tenacia, forza, umorismo e sovversione. Insomma una da cui tutti, a mio avviso, dovremmo prendere esempio.

ENRIE: Quindi anche tu, come me, subisci il fascino del “decadente”. Una volta hai persino affermato che “Berlino è sexy perché povera”.

TANJA: Assolutamente si! Amo il decadente e il riutilizzo di edifici che un tempo erano tutt'altro. E' affascinante vedere quanto ha da dare un posto dismesso nonostante il primo pensiero per molti sia probabilmente quello di demolirlo. E' interessante come con poco si possa arrivare a dei risultati strabilianti, senza aver impalliettato tutti con fior fior di quattrini.

ENRIE: Vivi a Berlino da due anni. Come hai scelto di trasferirti all’estero? In Italia non c’era quello che volevi?

TANJA: Mi sono trasferita in Germania perchè era da sempre che volevo fare un'esperienza all'estero che non fossero i 6 mesi per imparare l'inglese a Manchester o i 6 mesi in Spagna con il progetto Erasmus. Volevo un'esperienza di vera vita vissuta. E ad oggi sono 2 anni che vivo a Berlino, e ne sono più che felice. Che questa decisione abbia poi coinciso con il periodo più buio per il futuro dei giovani è solo un caso.
Comunque, riflettendonci, la cosa che rende più tristi è che uno non fugge dall'Italia perchè non c'è ciò che cerchiamo, quanto piuttosto per la disperazione che quello che cerchiamo ci potrebbe anche essere, è solo che è nelle mani dei pochi. Se penso alle potenzialità dell'Italia sotto moltissimi aspetti, potremmo davvero essere dei Leader in qualsiasi settore, ma è la mentalità marcia che ha rovinato il nostro paese. Sembra la solita frase fatta, ma purtroppo è cosi!

ENRIE: Che differenze trovi tra l’Italia e la Germania nel campo della moda e come mercato per la tua attività?

TANJA: Beh, l'italiano si venderebbe anche la madre pur di avere l' accessorio, o il capo di abbigliamento, o qualunque altra cosa che in quel momento definisce "vitale" per la sua sopravvivenza, mentre il tedesco passa in rassegna l'oggetto almeno 4 ore e nel più piccolo dettaglio per capire se è davvero necessario o utile. E secondo me questo la dice lunga su molte altre cose senza dover necessariamente approfondire. Comunque trovo entrambi i metodi d'approccio all'acquisto interessanti: il primo impulsivo e viscerale; il secondo più razionale, ma anche più gratificante per chi vende.

ENRIE: Raccontaci quali sono le ultime tendenze in fatto di stile a Berlino.

TANJA: I filoni qui a Berlino sono sostanzialmente 4:

- il vintage addicted, categoria che non include solo colui/colei che abbina sapientemente dei pezzi vintage e non, ma anche tutti coloro che sembrano vivere veramente in epoche passate tanta è l'accortezza per il dettaglio.

- l'hipster crew: sembrano usciti tutti dallo stesso negozio, ovvero Urban Outfitters.

- il nordico basic: linee geometriche e puriste nei capi così come nei volti di chi le indossa. Stile comunque che adoro.

- il crucco doc, dove il must è che ogni capo non deve assolutamente essere in armonia con l'altro, altrimenti sei "out".

ENRIE: E per quanto riguarda lo shopping invece, quali sono i posti più cool di Berlino?

TANJA: Sicuramente i flowmarkt (i nostri mercatini delle pulci) e i negozi vintage, dove puoi trovare veramente di tutto e decidere, per un giorno, di essere qualcun altro, in un altro tempo! 

ENRIE: L’ultima cosa che hai comprato?

TANJA: 3 paia di scarpe da Vagabond. Caspita, ora che ci penso quasi un mese fa! Al termine di quest'intervista dovrò rimediare ;)

ENRIE: Se fossi un colore, quale saresti?

TANJA: Forse il bianco; non come simbolo di purezza (lungi da me) quanto piuttosto come somma di colori.

ENRIE: Siamo arrivati alla fine dell’intervista. Ultima domanda: cosa ci riserverà in futuro MySkin?

TANJA: Tante progetti, tante cose nuove, tanti colori nuovi! Per rimanere aggiornati sui nostri sviluppi invitiamo tutti a seguirci sulla nostra pagina Facebook: www.facebook.com/MyskinItaly


Grazie a Tanja per il tempo che ci ha concesso :)

Potete seguire MySkin anche sul sito ufficiale (qui).





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mercoledì 29 agosto 2012

History of fashion: YSL Mondrian dress

[caption id="attachment_914" align="aligncenter" width="300"] YSL Mondrian day dress, Autumn 1965.[/caption]

In 1965, Yves Saint Laurent designed a collection of clothes in wool and jersey inspired by dutch artist Piet Mondrian. The planimetry of the dresses was conceived like a canvas and set in blocks - just like the artist used to set his paintings - with the only use of the three primary colours + white divided by horizontal and vertical black lines.


The dresses are not only a clear homage to one of the most famous contemporary artists of his time, but also show a brilliant use of the graphic technique, since the colour-blocking allows to accommodate the body, shape it and also clear all the seaming (isn’t it genius?).




Back in the days, Harper’s Bazaar referred to them as ‘the dress of tomorrow’ and quickly found their way into the mass-market. The collection became so popular that it inspired a range of imitations from then on – shoes, bags and even swimwear (like Austrelian designer Sarah Schofeld’s 2010 beachwear collection).



The Mondrian dress was shown again in 2002, during the Yves Saint Laurent retrospective haute-couture fashion show at the Pompidou Centre in Paris, and is now stored at the MET Museum- gifted by Mrs. William Rand.


[Yves Saint Laurent dresses] they should be looked at more as works of art. They are not really for wearing, they are more for museums." said Patricia Frost, director of Christie's textile department.


Mindful of the success of the Mondrian dress, the French maison has now decided to release a makeup collection inspired by Mondrian works as well, with palettes made up of pop colours and geometric design.



The collection should be launched this fall, so make sure you read this blog and I'll keep you posted with it :)


Bee yourself! ♥




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